Home Altro GUIDA (ISC): LAVORARE INSIEME PER UNA PORTUALITA’ PIU’ APPETIBILE

GUIDA (ISC): LAVORARE INSIEME PER UNA PORTUALITA’ PIU’ APPETIBILE

GUIDA (ISC): LAVORARE INSIEME PER UNA PORTUALITA’ PIU’ APPETIBILE
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Il Presidente dello Ionian Shipping Consortium, Cap. Luigi Guida, interviene sulle questioni legate al futuro del porto di Taranto.
“I lavori in corso sul molo San Cataldo, ben visibili dal lungomare della città vecchia, rappresentano un segnale inequivocabile che il tempo dei rinvii e della stasi del porto di Taranto potrebbe essere terminato. Superato, come prevedibile, l’ennesimo stop giudiziario per quanto riguarda l’assegnazione del molo polisettoriale alla holding internazionale della quale fa parte come nome più noto la turca Yilport, ora la strada finalmente si fa più accessibile. Anche se, secondo gli operatori marittimi che mi onoro di rappresentare, sarebbe opportuno che questo territorio lavorasse tutto per una compattezza, non di facciata, che renderebbe la nostra portualità sicuramente più appetibile e soprattutto “vendibile”. Sicurezza e bassa conflittualità rappresentano infatti quegli elementi ritenuti indispensabili per attirare nuovi investitori in un territorio sempre più appetibile per le sistemazioni infrastrutturali e logistiche già esistenti. Del resto l’arrivo a Taranto di importanti gruppi internazionali come Arcelor Mittal o come la stessa Yilport ha aperto una nuova e interessante fase, diventando queste grosse firme globali moltiplicatori d’interesse e provocando un prefigurabile e atteso effetto domino di interesse nei confronti della portualità ionica.
Taranto può giocare, quindi, un ruolo unico nel panorama Mediterraneo. Moli e fondali capaci, vastissima retroportualità connessa ad una intermodalità trasportistica raggiunta (connessioni aeroporto/ferrovia/autostrade/porto) e le grandi capacità gestionali del cluster ionico sono a disposizione dei traffici marittimi mondiali che, sempre più negli anni futuri, transiteranno nei bacini mediterranei sempre più connessioni fisiche tra i tre continenti che vi si affacciano ma anche come terminali tra la rinnovata via della seta e i corridoi di collegamento tra l’est del mondo e l’Occidente. E in più la grande sicurezza ( già trattata in un convegno di ISC ) dei nostri moli che sono contigui a quelli della parte militare della nostra portualità. Una sicurezza indotta, quella italiana e Tarantina in particolare, che diventa sistemica e strategica nelle valutazioni di scelta della grande committenza internazionale vista l’effettiva insicurezza dei bacini orientali e meridionali dell’ex-marenostrum. Per queste motivazioni ISC chiede alla politica e a tutti gli operatori del settore più sinergia e più marketing convinti come siamo che il futuro di Taranto e della sua portualità possa dipendere anche dai comportamenti dei singoli”.