ILVA AI SINDACATI: NO AD INTEGRAZIONE SALARIALE

L’Ilva ha comunicato oggi ai sindacati metalmeccanici «di non essere nelle condizioni di poter integrare il salario rispetto a quanto garantito dalle normative attuali». Lo riferiscono le segreterie Fim, Fiom e Uilm di Taranto dopo l’avvio delle consultazioni sulla richiesta di proroga dei contratti di solidarietà di tipo difensivo in scadenza il 2 marzo. L’azienda ha previsto un esubero temporaneo massimo di 3519 per i prossimi 12 mesi, rispetto agli attuali 4074 della procedura.Tale riduzione dei numeri è frutto degli attuali assetti produttivi e di marcia degli impianti (17.000 tonnellate di ghisa giornaliere), che a partire da venerdì prossimo vedranno l’inizio del confronto tra Rsu e direzione aziendale su tutte le aree dello stabilimento, rispetto all’applicazione dello stesso contratto di solidarietà. «Fim, Fiom e Uilm – è detto in una nota – nel confronto odierno hanno sollevato diverse questioni di merito» come la prospettiva industriale e i futuri assetti dell’Ilva di Taranto e la richiesta di ulteriore diminuzione sui numeri degli esuberi temporanei. Preso atto «della indisponibilità da parte aziendale sull’integrazione al reddito, e considerato la discussione in corso in Parlamento sul decreto e l’avvio del bando per la cessione del gruppo Ilva», le organizzazioni sindacali «valuteranno da subito iniziative che portino a dare garanzie a tutti i lavoratori, sia su una maggiore tutela del salario, sia sulla prospettiva futura».(ANSA).

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