ILVA, MELUCCI ED EMILIANO DAL MINISTRO CALENDA

Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci lunedì incontrano il ministro Carlo Calenda sulla vicenda ilva. Un faccia a faccia importante, alla vigilia del tavolo di martedì 31 ottobre quando riprenderà al mise la trattativa tra Am Investco, sindacati e Governo. Nelle ultime ore, inoltre, il confronto su twitter tra Emiliano e Calenda sulla richiesta dello stesso governatore di convocare anche Regione e Comuni al tavolo con la nuova proprietà.

L’Usb invece, conferma lo sciopero del 31 e dice: “Questa convocazione non presuppone alcun cambiamento. Non trattiamo sugli esuberi, sullo scorporo perché l’azienda è una, sui diritti acquisiti perché non siamo disponibili a cedere 1 solo centesimo, sul jobs act o nuovi contratti perché non daremo un’ arma di ricatto nelle mani di Mittal o chiunque altro”.

E su quanto sta accadendo è intervenuto anche l’arcivescovo di Taranto monsignor Filippo Santoro. “I seimila esuberi all’Ilva siano evitati” come anche va evitata “la devastazione della casa ambientale” ha detto da Cagliari, approfittando della presenza a un convegno anche del premier Paolo Gentiloni. A nome della Chiesa ha rivolto un appello per gli operai dell’Ilva. Il vescovo, che è anche il titolare della Pastorale del Lavoro nella Conferenza Episcopale Italiana, ha poi donato al Presidente del Consiglio un metro perché “ciò che abbiamo detto si misuri con l’efficacia del nostro impegno”.

Intanto lunedì, alla vigilia del tavolo, due le iniziative in programma. Da un lato, Cisl, Cgil e Uil dei servizi, dei trasporti, dell’edilizia, dell’energia e dei somministrati che hanno predisposto un bimotore a sorvolare Taranto e l’area dell’Ilva con uno striscione e la scritta «Indotto Ilva=Zero Garanzie». Dall’altro un gruppo di abitanti dei Tamburi che alle, 17, ha organizzato un’assemblea in piazza Masaccio, alla luce anche dei ripetuti wind days.” Il quartiere- dicono- ha finalmente preso coscienza del problema e della sua gravità e siamo pronti a cambiare pagina”.
Di Valeria D’Autilia

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