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ILVA: SUL RICORSO AL TAR, “BOTTA E RISPOSTA” MELUCCI-FORNARO

ILVA: SUL RICORSO AL TAR, “BOTTA E RISPOSTA” MELUCCI-FORNARO
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Un vero e proprio “botta e risposta” attraverso comunicati stampa tra il Sindaco di Taranto Melucci ed il consigliere di opposizione Vincenzo Fornaro in merito alla vicenda ilva legata al ricorso al Tar annunciato dal primo cittadino il quale si è detto pronto a rivedere la sua posizione. Melucci a tal proposito scrive: ““Dopo mesi di silenzio – dice il vice sindaco De Franchi – finalmente si sente la voce del consigliere Fornaro, che interviene addirittura diffidando il Comune sul ritiro di un ricorso al TAR e paventando improbabili richieste risarcitorie”.

“A prescindere dal fatto che i ricorsi giudiziari non si promuovono, né ritirano, per capriccio, ma – presedue De Franchi – dopo profonda ponderazione e relativa istruttoria condotta dal servizio avvocatura e non dalla parte politica, giova, ancora una volta, ripercorrere i passi salienti della vicenda a beneficio di tutti, senza drammatizzare. Il Comune di Taranto ha proposto ricorso al TAR avverso il DPCM di approvazione del piano ambientale dell’ILVA nel mese di novembre 2017. Il ricorso pende innanzi al TAR per il Lazio, ritenuto competente dal primo tribunale adito”.

“Dalla sola proposizione del ricorso – aggiunge il sindaco Melucci – sono scaturiti innegabili effetti positivi per la comunità. Taranto che, infatti, è salita ed è rimasta per mesi al centro del dibattito pubblico italiano ed europeo. Siamo stati inclusi nel tavolo istituzionale presso il Mise, abbiamo avuto accesso ad una serie di documenti esplicativi della trattativa, abbiamo soprattutto ottenuto innegabili accelerazioni sulle tempistiche previste dal DPCM stesso. L’avvio dei lavori della copertura dei minerali ne è prova lampante. A giorni inizierà la più grande opera di pulizia del quartiere Tamburi a carico dell’Ilva in Amministrazione straordinaria, concretizzando il primo caso di avveramento del principio comunitario del chi inquina paga”.

“Non abbiamo mai sentito il plauso pubblico del consigliere Fornaro riguardo alla presentazione del ricorso al Tar – fanno sapere sindaco e vice sindaco – come oggi, invece, pare affermare.”

“Si è sempre stati chiari su un punto (fin qui cristallizzato in tutte le bozze proposte), in caso di accordo tra le parti – ricorda il Sindaco Melucci – il ricorso non avrebbe più avuto ragione di esistere”.

“Sopravvenuto difetto di interesse, si dice in termini tecnici – sottolinea De Franchi – tanto, in coerenza con gli esiti di un negoziato sindacale tutt’altro che agevole. L’augurio che ogni cittadino dovrebbe farsi, in primis un consigliere comunale che oggi ci ricorda la sua esistenza, è che venga meno quanto prima l’interesse a ricorrere, con un accordo tra le parti che tenga in considerazione l’ovvio ed imprescindibile diritto alla salute e ad un ambiente sano unitamente al diritto di tanti lavoratori a continuare a mandare i propri figli a scuola ed immaginare per loro un futuro sicuro e sereno”.

“Dopo tutto, cosa intenderebbe fare di Ilva – conclude il sindaco – Fornaro nessuno lo ha ancora davvero compreso, l’Amministrazione lavora su contenuti, non su estemporanee e tardive dichiarazioni”.
Non si è fatta attendere la replica di Fornaro, il quale nel pomeriggio ha inviato alleredazioni il seguente comunicato stampa:
“Gent.mo sig. Sindaco,
l’oggetto della mia diffida è chiaro e conciso e non sconfina in altri ambiti come invece Lei preferisce fare nella sua risposta che trovo a tratti sgarbata e che, piuttosto, sembra avere come obbiettivo principale il discredito infondato della mia persona e della mia figura di consigliere. Questo approccio arrogante, coadiuvato dall’utilizzo di menzogne non le è consentito; non nel mio caso almeno. Senza contare che non le fa onore avere certi comportamenti vista la carica di primo cittadino che ricopre.

È evidente che non abbia gradito il deposito della mia diffida e ciò mi induce a pensare che, molto probabilmente, il mio operato di consigliere all’opposizione è efficace quanto necessario per la nostra città. So bene che il ricorso pende innanzi al TAR per il Lazio e, come spero abbia letto nel documento da me depositato, Le ho chiesto di non ritirarlo. Perché, fare ciò, significherebbe aver approfittato della buona fede di chi ha supportato l’impugnazione del DPCM. Non vorrà ridurla ad una farsa ad effetto mediatico, spero. Il mio silenzio, nello specifico, è dovuto al beneficio del dubbio che ho ritenuto opportuno concederle ben sapendo che avrebbe potuto, in ogni momento, tirarsi indietro dall’azione intrapresa. È questo ciò che vuole fare e che farà? Di questo le sto chiedendo conto in nome mio e della coalizione che rappresento. Su questo gradirei ricevere risposte.

Non mi pare di essere stato in silenzio in nessuna occasione che richiedesse il mio intervento sia di uomo che di consigliere comunale. Il tono squillante della mia voce è piuttosto caratteristico e se non lo ha udito, evidentemente era assente come spesso accade. Può recuperare sul sito del Comune di Taranto le registrazioni delle dirette streaming dei consigli comunali ed analizzarle, così da non affermare inesattezze.

Quelli che lei definisce “innegabili effetti positivi” seguiti all’impugnazione del DPCM, sono contentini che in alcun modo sortiranno benefici risolutivi per la salute della popolazione, per la salvaguardia dell’occupazione e per la tutela dell’ambiente. Comprenderà bene che risulta piuttosto ridicolo sentir parlare di “primo caso di avveramento del principio comunitario del chi inquina paga” in riferimento alla presunta pulizia a carico dell’Ilva del quartiere Tamburi che, dalla stessa, è deturpato, decimato e straziato da mezzo secolo a questa parte.
È altrettanto ridicolo vantare come risultato la pulizia delle polveri che nell’arco di alcune decine di ore, ricopriranno nuovamente il rione Tamburi assieme ad innumerevoli sostanze inquinanti oltre che imbrattanti. E non è cambiando il nome allo stabilimento siderurgico, come lei si augura, che la nostra città potrà voltare pagina ed iniziare a sperare di vivere nella normalità come la stragrande maggioranza dei cittadini in ogni parte d’Italia. Taranto necessita di scelte coraggiose che producano fatti, non di parole nuove per definire la stessa cosa.

Mi permetta, infine, di farle notare che lei è forse l’unico in Taranto e provincia a non conoscere la mia posizione a riguardo dell’Ilva di Taranto. La invito ad informarsi più approfonditamente riducendo, così, al minimo il rischio di fare affermazioni discutibili e del tutto prive di fondamenta che sminuiscono la sua figura, anziché la mia.
distinti saluti

Vincenzo Fornaro consigliere per Taranto Respira ed Ecologisti / demA – Taranto / Partecipazione è Cambiamento per Taranto”