Home Cronaca INVESTITALIA E AGROMED HANNO FIRMATO IL PROTOCOLLO PER IL PIANO INDUSTRIALE

INVESTITALIA E AGROMED HANNO FIRMATO IL PROTOCOLLO PER IL PIANO INDUSTRIALE

INVESTITALIA E AGROMED HANNO FIRMATO IL PROTOCOLLO PER IL PIANO INDUSTRIALE
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È avvenuta oggi, nell’ambito della riunione di approfondimento del Contratto istituzionale di sviluppo dell’area di Taranto, la firma del protocollo di intesa tra InvestItalia, struttura di missione della presidenza del Consiglio, e Agromed, società benefit interamente partecipata dalla Camera di Commercio di Taranto. Obiettivo del protocollo è quello di redigere in tempi brevi il progetto esecutivo e il piano industriale che permetteranno ad Agromed di avviarsi nell’ex stabilimento tessile Miroglio a Castellaneta, offrendo così un importante servizio all’agricoltura e all’agroalimentare della provincia di Taranto. Agromed, infatti, si occuperà di ricezione, lavorazione e stoccaggio dei prodotti agricoli con investimenti nella quarta e quinta gamma e nell’ampliamento della shelf life dei prodotti stessi. Agromed è stato finanziato nel 2000 da una delibera Cipe per 9,28 milioni di euro, ora diventati 11,116 milioni con la rivalutazione interessi nel frattempo maturata. Presenti oggi, dalla Prefettura di Taranto, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega alla programmazione economica e agli investimenti, Mario Turco, e il prefetto di Taranto, Demetrio Martino, il protocollo è stato firmato (firma digitale) dal presidente di Agromed, Vincenzo Cesareo, e dal direttore generale di InvestItalia, Giancarlo De Fazio, collegati in video conferenza. Nella call che ha aperto la riunione di approfondimento del Cis, erano presenti, per il capitolo Agromed, anche il presidente della Camera di Commercio, Luigi Sportelli, il dirigente di Invitalia, Giovanni Portaluri, e il responsabile unico del Cis, Gerardo Capozza. Per Agromed, invece, presenti i consiglieri di amministrazione Luca Lazzàro e Francesco De Filippis. Nella call odierna, il sottosegretario ha individuato una road map che prevede la messa a punto del progetto esecutivo e del piano industriale di Agromed entro tre mesi, la data del 30 settembre per la definizione di questi due passaggi, l’ulteriore step dell’iniziativa da ottobre prossimo. “Abbiamo già in mano le piantine relative all’ex complesso Miroglio e le stiamo studiando per vedere già come e dove intervenire – ha annunciato oggi Cesareo -. Vogliamo rispettare i tempi stringenti che ci siamo dati per Agromed ma non possiamo non evidenziare alcuni aspetti che ancora sussistono non risolti”. Si tratta, ha spiegato Cesareo, della lista relativa ai dipendenti ex Miroglio da assumere in Agromed e del dissequestro parziale della struttura di Castellaneta da parte della Procura di Taranto. Per i dipendenti, la cui lista è attesa dai sindacati, con i quali è già stato firmato l’accordo per le assunzioni, “si tratta di vedere – ha spiegato Cesareo – se nel bacino ex Miroglio ci sono eventualmente delle professionalità che possono essere subito ricollocate”. Sui due punti, Cesareo ha quindi annunciato un confronto sia con i sindacati, che con la Procura, per giungere a delle soluzioni. Il Comune di Castellaneta, intanto, ha reso noto Cesareo, ha già effettuato la gara per la rimozione dei rifiuti presenti nel sito ex Miroglio. Cesareo ha ringraziato il Comune di Castellaneta e il sindaco Giovanni Gugliotti per l’opera che stanno prestando.
“Chiudiamo oggi la seconda fase di Agromed ed apriamo la terza – ha dichiarato il sottosegretario Turco -. A novembre 2019 abbiamo rifinanziato Agromed e per questo ringrazio la società Agromed e la Camera di Commercio che hanno messo il Governo e il Cipe nelle condizioni di rifinanziare un intervento molto importante per il territorio. Stiamo mantenendo i tempi. A fine aprile, avevamo individuato nel 27 maggio la data per chiudere l’accordo sulle assunzioni e l’intesa su questo punto, con la mediazione del Mise, è arrivata il 26 maggio. Aver scelto il sito ex Miroglio – ha aggiunto il sottosegretario – è importante per due motivi: riprende e rifunzionalizza un sito industriale dismesso e offre, seppur parzialmente, una risposta ad un problema occupazionale aperto da tempo”. “Nel Tavolo istituzionale del 22 maggio – ha rilevato poi Turco – abbiamo finanziato la costituzione dei laboratori merceologici e questi daranno ad Agromed la possibilità di immettere sul mercato prodotti agricoli con la certificazione di qualità”. Per Turco, il protocollo firmato oggi non si chiude col progetto “perché noi prevediamo ulteriori attività nell’arco di cinque anni per arricchire di nuovo valore per l’agricoltura ed il mercato l’offerta di Agromed”.
Il direttore generale di InvestItalia, De Fazio, ha affermato che “la struttura di missione della presidenza del Consiglio assicurerà supporto tecnico e progettuale ad Agromed. Dobbiamo conciliare i tempi stretti con un piano di qualità”. “La filiera dell’agroalimentare – ha chiarito De Fazio – è centrale anche nell’ottica della sostenibilità alla quale si stanno sempre più ispirando le politiche nazionali ed europee. Il New Green Deal europeo di cui tanto sentiamo parlare – ha sostenuto De Fazio – non è centrato solo sull’industria e sul contrasto all’inquinamento ma anche su come facciamo crescere in termini di sostenibilità l’intera filiera agroalimentare”. Anche De Fazio, come già Turco, ha ribadito che l’attività di InvestItalia non si chiude col piano industriale. “Ci sarà una fase ulteriore – ha detto il direttore generale di InvestItalia – che riguarderà ricerca e innovazione e nuove tecnologie”.
Per il presidente della Camera di Commercio, Luigi Sportelli, “oggi abbiamo dato impulso a ciò che ritengo una buona pratica del territorio. Abbiamo sempre più bisogno di creare delle alternative all’industria dell’acciaio e l’investimento nell’agricoltura e nell’agroalimentare si muove proprio in questa direzione. Ci sono tutti i presupposti per fare bene”.