LA CISL A SANTORO: “AMBIENTALIZZARE L’ILVA PER NON PERDERE NEANCHE UN POSTO DI LAVORO” (FOTO)

L’arcivescovo di Taranto Mons. Filippo Santoro è stato ospitato nella sede si Taranto della Cisl in Via Regina Elena. Un momento di profonda riflessione sui temi scottanti del lavoro e delle difficoltà sociali, da parte dei vertici tarantini del sindacato con il prezioso contributo di Mons.Santoro.
Questo il discorso di saluto della Cisl ionica.

L’incontro con Lei, cara Eccellenza, non vuole significare o affermare solo una tradizione né rivelarsi una mera consuetudine prima delle feste natalizie, ma assume il significato per noi (per la Cisl ionica) di un momento di una gioia che si ripete, di una speranza e di una fiducia, che ogni anno vogliamo rinnovare.
La presenza di S.E. tra di noi rinvigorisce la nostra iniziativa di rappresentanza e di tutela dei lavoratori, dei pensionati, delle donne, degli uomini, dei giovani, di immigrati e di tante famiglie che accedono nelle nostre sedi sindacali, chiedendoci di sostenerli nel loro quotidiano e di intervenire in una società come la nostra, segnata spesso da tante ansie e paure con cui doversi misurare.
Noi non ci collochiamo nella schiera dei rassegnati e né arretriamo di fronte alle innumerevoli vertenze del territorio.
Sosteniamo però, con decisione, la necessità di guardare oltre la crisi e le difficoltà di questo territorio; occorre guardare al futuro con una nuova prospettiva di fiducia e di speranza che va individuata, ricercata per tanti lavoratori insieme alle loro famiglie.
A volte sembra vivere in un territorio che non ha la forza di reagire per l’imponente numero di criticità, invece noi sosteniamo e ne siamo profondamente convinti, che attraverso anche le nuove generazioni di giovani, dobbiamo affrontare la realtà con lo spirito giusto e con la forza necessaria, senza inutili pregiudizi o isolamenti.
L’esito del referendum costituzionale ha forse bloccato – ma solo per il momento ci auguriamo – una serie di impegni per questo territorio (CIS, Arsenale, decreti Ilva, nuova piattaforma logistica al Porto, Ospedale san Cataldo); tali questioni cruciali però oggi, continuano a necessitare di soluzioni urgenti da parte del nuovo Governo senza perdite di tempo, perché occorre continuità d’azione con progettazione elaborazione ed esecuzione dei progetti già in cantiere.
Continua ad essere qui all’ordine del giorno la mancanza di occupazione – e magari un benessere che è solo per pochi – a causa delle continue emorragie occupazionali che determinano instabilità sociale.
Occorrerebbe favorire, invece, tutto ciò che fa bene, alla persona.
Come cambiare, quali formule adottare per recuperare i ritardi accumulati, come cogliere le nuove opportunità che si presentano sullo scenario territoriale, regionale e internazionale, come affrontare i mercati che si sono aperti con la globalizzazione, quale futuro per il lavoro, per le famiglie, per i pensionati, per i più bisognosi e per le nuove generazioni?
Domande difficili che non hanno risposte semplici o soluzioni facili.
Domande a cui però, a nostro parere, il pensiero sociale della Chiesa offre una solida base di pensiero, con risposte che partono dalla centralità della persona o dalla “consistenza (compattezza) della persona”, che non si arrende alle difficoltà e che è in antitesi all’individualismo di oggi, così come sosteneva qualche giorno fa S.E. in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università LUMSA di Taranto.
E pertanto mutuando la Sua citazione, cara Eccellenza, la Cisl, vuol essere sempre più su questo territorio “consistente” e al servizio della persona.
A questo pensiero, infatti, la CISL territoriale, attraverso anche le varie iniziative intraprese, riconnette il suo schema vertenziale e propositivo per indagare la realtà e cercare di trovare soluzioni positive per le persone e per lo stesso territorio; e per questo cogliamo l’occasione per ringraziarLa per i numerosi suggerimenti/input di riflessione che offre a tutta la comunità attraverso i suoi vari interventi.
La società prima degli anni 2000, ha conosciuto una crescita continua, la vita di tante famiglie è radicalmente migliorata, passando da una povertà diffusa a vera e propria frenesia del consumo, purtroppo.
Abbiamo creduto che la crescita sarebbe proseguita senza limiti, così non ci siamo accorti che la crisi era già dietro la nostra porta e che con i nostri comportamenti forse, avremmo contribuito anche a determinarla più rapidamente.
Siamo di fatto, dentro a un grande processo europeo e mondiale di cambiamento che riguarda i sistemi economici e finanziari, le difficoltà energetiche con le questioni ambientali, che necessitano una soluzione immediata, il progresso scientifico e tecnologico, una diversa distribuzione della ricchezza, il dialogo tra i tanti nord e i tanti sud del paese e del mondo: sono gli elementi con cui ancora dovremo per un bel po’ di tempo fare i conti.
La crisi è oggi segnata da una regressione dei redditi delle famiglie, da una riduzione dei livelli occupazionali, da una situazione socio-economica che può essere sostenuta e superata solo con un grande sforzo congiunto di partecipazione, di equità e di solidarietà.
Ci dicono esattamente questo i numeri della classifica redatta dal Sole 24ore, qualche settimana fa, sulla qualità della vita, che ci vede allocati agli ultimi posti.
É nostra convinzione, che non sono più rinviabili misure che aiutino ad avere minore burocrazia, un fisco meno oppressivo sul lavoro dipendente e sulle imprese, un sistema creditizio più accessibile e credibile, più legalità ma anche un sistema di tassazione in cui tutti paghino secondo le proprie possibilità: insomma vi è necessità di una politica a tutti i livelli che sia più vicina ai bisogni della persona.
E’ necessario tuttavia, comprendere che il lavoro ha una centralità fondamentale, che senza provvedimenti capaci anche di andare oltre a norme “non convenzionali” non ci potrà essere soprattutto per il nostro Paese vero sviluppo.
Non possiamo più permetterci di perdere nemmeno un posto di lavoro, ecco perché noi sosteniamo – ad esempio – che Ilva “deve essere” ambientalizzata completamente, salvaguardando per intero la forza lavoro diretta e indiretta, strutturando un sistema sanitario capace di affrontare immediatamente le emergenze sanitarie di questa provincia.
La Cisl vuol continuare ad essere ponte tra culture e generazioni diverse.
Abbiamo necessità che tutte le occasioni che possono generare lavoro e occupazione non vadano perdute, che nessuno venga lasciato solo, recuperando in tal modo i valori più autentici della solidarietà di cui per fortuna il nostro territorio continua ad essere ricco, così come ampiamente dimostrato con l’arrivo e l’accoglienza qui estremamente dignitosa e puntuale di migliaia di migranti.
Auspichiamo un cambiamento vero, dobbiamo in altri termini tornare a guardare alla nostra storia, valorizzando il lavoro, l’impresa, il territorio, attraverso lo sviluppo aggiuntivo di altri settori produttivi, la cultura, la sicurezza e la legalità, combattendo ogni forma di sfruttamento.
Il cambiamento auspicato, non riguarda solo gli altri, interessa oltre alla politica anche le associazioni della rappresentanza sociale, attraverso un patto sociale che coinvolga tutti.
Bisogna essere credibili per assolvere al compito che ci è assegnato; crediamo dunque che il territorio debba tornare ad essere centrale, sapere che da soli non ne usciamo, che è necessario fare squadra.
Il paradigma: salute-ambiente-lavoro, per noi è fondamentale.
Occorre sul territorio una sanità qualitativamente e quantitativamente efficace e non una sanità-tampone; serve sostenere chi è in difficoltà per la carenza o insufficienza di servizi socio-sanitari oppure per la perdita del lavoro, evitando per quanto possibile di lasciare le persone parcheggiate nell’area degli ammortizzatori sociali.
Serve creare condizioni favorevoli per l’ingresso al lavoro dei giovani, facendo accrescere le loro competenze, sviluppare una nuova mentalità e soprattutto una cultura che ponga al centro non solo l’economia e il mercato ma le persone e il bene comune.
In tale contesto permane valida, anzi si approfondisce – come Lei, cara Eccellenza ha affermato nel suo intervento al Festival della Dottrina Sociale della Chiesa, il 26 novembre scorso a Verona – la necessità di un “lavoro degno” affermata dal Magistero sociale della Chiesa e dalla Costituzione italiana.
Ed ha aggiunto: il lavoro è degno perché è degna la persona umana.
Questo è anche il proposito del nostro agire sindacalmente, per anteporci alla grande confusione, alla grande incertezza, alla grande impotenza che domina spesso il contesto sociale.
Questo è il miglior modo per vivere la dottrina sociale della Chiesa, che non deve restare solo scritta sui testi ma deve confermarsi punto di riferimento di ogni azione sociale volta al bene comune, giorno dopo giorno.
Cara Eccellenza,
La Settimana Sociale dei Cattolici Italiani 2017 metterà in evidenza l’origine della dignità del lavoro nella sacralità della persona umana e declinerà questo stesso principio in cinque punti: il lavoro è vocazione, il lavoro è valore, il lavoro è opportunità, Il lavoro è fondamento di comunità, il lavoro è promozione di legalità.
Ecco: ci apprestiamo ad entrare nel nuovo anno avendo la consapevolezza che a questa declinazione di principi dovranno essere riservati cuore, intelligenza, gambe.
La Cisl Taranto Brindisi, che agli inizi del nuovo anno sarà impegnata, ad ogni livello dell’Organizzazione, in una delicata e sicuramente arricchente fase congressuale, si darà occasione per riflettere anche su questi temi.
Vogliamo contribuire anche con lo spirito e la pratica della confederalità, dello stare insieme che ci contraddistingue, a determinare un deciso e positivo cambio di passo, verso l’emancipazione economica e sociale, auspicata per il nostro territorio.
Ciò sarà possibile, però, se tutte le componenti politiche, istituzionali, imprenditoriali, associative, culturali recupereranno il senso del “noi”, ovvero la dimensione propria di una azione comune partecipativa ed inclusiva.
Noi continueremo ad operare senza risparmiarci, anche per questo.
E’ l’augurio che il Gruppo dirigente della CISL intende condividere con Lei, cara Eccellenza, a conclusione di questo 2016 che ha moltiplicato impegni e portato sulla scena nazionale ed internazionale imprevisti cambiamenti, con l’auspicio che il messaggio di pace e di speranza che è proprio del Natale rassereni e rinvigorisca i nostri cuori per renderli ancora più forte nell’affrontare le tante sfide che il nuovo anno ci presenterà e per vincerle.

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