LA DROGA CALATA DAL BALCONE CON IL PANIERE (FOTO)

Nella nottata tra sabato e domenica scorsi, al termine di una rapida ed ininterrotta attività investigativa, i Carabinieri della Compagnia di Taranto hanno sottoposto a fermo un uomo trentacinquenne (indiziato di delitto) di nazionalità rumena, ritenuto l’autore dell’omicidio stradale ai danni di Rosa Secci, investita ed uccisa il 16 giugno scorso da un’auto pirata in Via Cariati nella città vecchia. Gli inquirenti avevano già trovato la vertura, una Renault Kangoo di colore bianco.
Il 35enne di nazionalità rumena, con precedenti per rapina e furto, da alcuni anni in Italia, è stato individuato e rintracciato all’interno dell’area di sosta degli autobus a ridosso del porto mercantile del capoluogo ionico.
L’attività d’indagine aveva preso le mosse dall’esame delle immagini di numerosi impianti di videosorveglianza pubblica e di esercizi commerciali ubicati nei tratti che precedono e seguono, in via Garibaldi e via Cariati, il punto esatto in cui si è verificato l’investimento mortale, non ripreso da alcuna telecamera. L’analisi del transito veicolare aveva già consentito ai Carabinieri di individuare il veicolo “pirata” in un autofurgone Renault Kangoo di colore bianco, successivamente rinvenuto abbandonato in via Livio Andronico di Taranto, sprovvisto della targa anteriore, persa nell’impatto, poco dopo lo stesso, anch’essa recuperata dai militari a seguito di sopralluogo.
I rilievi tecnici effettuati sul veicolo dai militari della Sezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Taranto, hanno consentito di trovare, all’interno dello stesso, alcuni documenti dalla cui analisi i Carabinieri sono risaliti ad alcuni soggetti appartenenti alla comunità rumena stanziale di Taranto, la cui collaborazione si è poi rivelata determinante per acquisire elementi utili a carico dell’uomo, abituale utilizzatore del veicolo in questione, da alcuni mesi, sebbene non ci fosse stato un passaggio di proprietà formale.
Ulteriori testimonianze hanno accreditato che il soggetto da tempo era l’utilizzatore esclusivo del mezzo. Gli elementi raccolti ed il grave quadro indiziario che ne consegue hanno consentito di sottoporre a fermo di indiziato di delitto l’uomo, che dovrà ora rispondere della grave accusa di omicidio stradale, fattispecie come noto introdotta da alcuni mesi nell’ordinamento italiano.
Nelle poche ore intercorse fra l’evento ed il fermo erano stati eseguiti da parte dei Carabinieri numerosi posti di blocco e di controllo sulle arterie di uscita dalla città e sistematicamente controllati i soggetti presenti nella stazione ferroviaria e nei luoghi di partenza dei bus, in particolare di quelli che coprono tratte internazionali, nonché attivate, tramite INTERPOL, le rituali procedure di Cooperazione Internazionale con la Romania, al fine di addivenire all’identità dell’ultimo proprietario del furgone, intensificando altresì i contatti con la comunità rumena presente a Taranto.
Il fermato, che si è mostrato molto provato per l’accaduto e che, alla vista dei militari non ha tentato la fuga, ma si è lasciato andare ad un pianto liberatorio, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Taranto a disposizione del PM, dott.ssa Filomena Di Tursi, in attesa della richiesta di convalida del fermo al Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Taranto.

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