LA POSIZIONE ILVA SULLA SENTENZA DELLA CONSULTA

Veduta esterna dello stabilimento siderurgico Ilva di Taranto, in una immagine di archivio.
ANSA/RENATO INGENITO


In merito alle notizie riportate dagli organi di stampa sulla sentenza di incostituzionalità dell’articolo 3 del decreto legge 4 luglio 2015, n. 92 e degli articoli 1 comma 2 e 21 octies della legge 6 agosto 2015, n. 132, ILVA S.p.A. in Amministrazione Straordinaria rende noto che tale decisione non ha alcun impatto sulla continuità dell’attività produttiva in quanto la restituzione dell’Altoforno 2 è stata ottenuta da Ilva nel settembre 2015 non in base al decreto oggi dichiarato illegittimo, ma in forza di un provvedimento della Procura che, in accoglimento di un’istanza presentata dalla società ai sensi dell’art. 85 disp. Att. c.p.p., ha restituito l’impianto condizionatamente all’adempimento di determinate prescrizioni in materia di sicurezza, poi attuate.

Il commissario straordinario di ILVA, Enrico Laghi, ha dichiarato: “La sentenza della Corte Costituzionale non incide minimamente sulla operatività dell’impianto. Pur in presenza del decreto legge, oggi giudicato incostituzionale, per il dissequestro dell’altoforno avevamo scelto di intesa con la Procura di Taranto la via ordinaria prevista dal codice di procedura penale. Le norme del decreto dunque avrebbero rappresentato solo una soluzione alternativa, che non è stata però perseguita. Per questo motivo non c’è nulla da temere per ILVA dalla sentenza della Corte Costituzionale”.

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