Home Cronaca DA LABORATORIO URBANO A SIMBOLO DEL DEGRADO (LE FOTO)

DA LABORATORIO URBANO A SIMBOLO DEL DEGRADO (LE FOTO)

DA LABORATORIO URBANO A SIMBOLO DEL DEGRADO (LE FOTO)
0

Siamo nella città vecchia di Taranto, la denuncia è del Movimento “Tutta mia la città” il luogo è il Cantiere Maggese, negli ultimi anni uno dei luoghi di riferimento della rinascita del borgo antico tarantino oggi dalle immagini che vengono divulgate dal Movimento pare ormai essere diventato un simbolo del degrado e dell’abbandono, tutto ciò nonostante gli investimenti fatti per la ristrutturazione. Questa la nota integrale del Movimento “Tutta mia la città”:

“Ecco come si è presentato nelle ultime settimane quello che sarebbe dovuto essere il Laboratorio Urbano Cantiere Maggese.

Siamo riusciti a fotografarlo – si legge nel comunicato stampa- prima e dopo la saldatura definitiva degli ingressi da parte del Comune di Taranto.

In quasi 10 anni di vita sono stati spesi centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici per fare tutto quello che non andava fatto di un luogo pubblico: una gestione privatistica, clientelare e slegata dal contesto della città vecchia, ripetuti e goffi tentativi istituzionali per rimediare ai continui errori, l’abbandono definitivo al degrado e all’incuria da parte dell’amministrazione.

Uno spazio – prosegue la nota – che doveva appartenere alla collettività tutta, un luogo di incontro e contaminazione per giovani e non, per mettersi in gioco per una idea di città diversa.

Un fiore all’occhiello della partecipazione e della voglia di cambiamento che partiva dall’Isola.

Oggi è un rudere, una discarica, mentre la città continua ad avere un disperato bisogno di spazi sociali.

L’ennesima dimostrazione che la miopia della malapolitica ha fallito, e che per cambiare Taranto occorre partire dalle piccole cose, dal senso di comunità, dai contesti e dai bisogni di chi la vive.

Non dei progetti faraonici e calati dall’alto, dei regolamenti che rischiano di essere solo su carta, ma dal rendere ogni luogo un bene comune.”