“L’ANGOLO DELLA CONVERSAZIONE”: L’ESORDIO CON LO SCRITTORE GIANCARLO DE CATALDO

A farsi carico del pensiero del club jonico è Elisabetta Zelatore, che non si esime dal rispondere agli appunti mossi dalla piazza.

– Presidente, il giudizio sulla partita del “Pinto” non può essere positivo.

“L’impressione che abbiamo avuto dalla gara di Caserta è quella di inizio stagione: il Taranto è una squadra in fase di costruzione, che deve crescere e trovare i giusti sincronismi per esprimersi al meglio. Gli ultimi arrivati devono trovare la condizione fisica e avere un approccio migliore alle partite. Sicuramente anche a me è dispiaciuto perdere in quel modo una gara che si poteva chiudere in maniera decisamente diversa. Siamo stati condannati da qualche errore di troppo, frutto di un’organizzazione di gioco insufficiente nel secondo tempo, affrontato forse con minore attenzione e cattiveria agonistica”.

– Resta il fatto che il gioco ancora latita. E coloro che dovevano dettare i tempi, impostare le azioni in fase di possesso (nell’ordine Sampietro, Lo Sicco, Bobb) non sono stati all’altezza.

“Il gioco arriva quando i sincronismi sono rodati. Voglio ancora ricordare che questa squadra è stata messa su quaranta giorni fa, molti calciatori sono arrivati soltanto dieci giorni prima dell’inizio del campionato. Le individualità spiccano quando c’è un lavoro di gruppo dietro. Va dato tempo a tutti di lavorare per mettere su un impianto di gioco, dall’allenatore all’ultimo degli under. I registi? Dellisanti e Papagni hanno individuato giocatori in grado di esprimersi in quel ruolo, il tempo ci dirà se sono adatti, ma non è questo il momento per emanare giudizi definitivi sui singoli”.

– È solo questione di tempo? Forse il tuno infrasettimanale ha impedito la crescita del gruppo?

“Il calendario è questo, lo abbiamo accettato e consideriamo questa partita come tappa del percorso di crescita. Siamo soltanto alla quarta giornata e in questo momento mi sembra che, a parte le squadre destinate a lottare per la promozione e che avevano già un impianto di gioco collaudato, non ci siano tra le altre 15 avversarie squadre già in forma campionato. Noi siamo tra queste: sapevamo che avremmo dovuto soffrire inizialmente problemi di amalgama di un gruppo quasi del tutto rinnovato. Aver fermato il Matera, battuto il Cosenza a domicilio e giocato una buona ripresa contro il Siracusa sono risultati, considerate le premesse, che vanno al di là delle aspettative. Quella di Caserta la metterei tra le giornate no che possono avvenire in una stagione”.

– Ci sono già segnali di malumore all’esterno, nella tifoseria e tra gli osservatori.

“La piazza tarantina è particolarmente emotiva, non lo scopriamo oggi. Noi stiamo cercando di operare senza lasciarci esaltare troppo dalle vittorie e sconfortare dalle sconfitte, mantenendo il giusto equilibrio. Diamo tempo a tutti di esprimersi al meglio. I catastrofismi, alla quarta giornata, non servono e portano soltanto a prendere decisioni avventate”.

– Per fare una valitazione generale bisognerà aspettare ancora molto?

“La faremo nei tempi dettati dal buonsenso e dai regolamenti. Sicuramente non faremo valutazioni prima di qualche mese, diciamo fine novembre, inizi di dicembre. Solo allora, titreremo un primo bilancio e vedremo dove operare per puntellare eventualmente l’organico”.

– Il messaggio ai tifosi alla fine è chiaro…

“Chiedo loro di essere meno catastrofisti, di mantenere positività. Capisco che il pessimismo è una caratteristica di questa città, ma non serve criticare sempre. Il nostro obiettivo è mantenere la categoria, non dimentichiamolo. Ci provremo senza lasciarci prendere dall’emotività”.

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