MORTI UTIC DI CASTELLANETA, EMESSA SENTENZA DI PRIMO GRADO

Dopo una camera di consiglio durata 5 giorni, arriva la sentenza di primo grado del tribunale di Taranto per le morti del 2007 all’Utic di Castellaneta.

Nel 2007 morirono otto persone cardiopatiche per aver inalato in terapia protossido di azoto invece di ossigeno. Il fatto, nell’Unità di terapia intensiva coronarica.

Trenta le persone che erano state rinviate a giudizio dal Gup del tribunale di Taranto Pompeo carriere tra medici, anestesisti, funzionari Asl, imprenditori e tecnici progettisti dell’ospedale di Castellaneta. Gli imputati sono accusati di omicidio colposo plurimo, falso ideologico, frode nelle pubbliche forniture e violazioni amministrative.

Sei anni di reclusione per l’amministratore di Ossitalia, Domenico Matera.

4 anni e sei mesi per gli ingegneri progettisti dell’ospedale e direttori dei lavori Michelangelo Lentini e Vito Miccoli e il direttore dell’area gestionale e tecnica dell’Asl e responsabile unico del procedimento, Giacomo Sebastio.

Tre anni per i componenti della commissione regionale di collaudo della struttura Primo Stasi, Giuseppe Franza e Matteo Antonicelli.

4 anni per il rappresentante della Siram per Bari e Taranto, Dario Nitti e per l’amministratore della Item Oxigen, Giuseppe Fiorino.

Per Oreste Messina e Carmine Salerno della Betafin rispettivamente 2 anni e 6 mesi e due anni.

Assolti per non aver commesso il fatto  il referente della Sapio Industrie, Alessandro Manigrasso, il direttore operativo per la consegna dei lavori, Danilo Salinas; il procuratore speciale dell’azienda Givas, Pietro Muscogiuri; l’ex direttore sanitario dell’ospedale di Castellaneta, Cosimo Turi; il rappresentante d’area della Siram, Luigi Giannini; il capo settore della Siram per Taranto e provincia, Vincenzo Chianella; Vincenzo Pergola della Betafin.

Per il primario del reparto di cardiologia, Antonio Scarcia; gli anestesisti Argentina Saracco, Michele Ferrante, Corrado Pisanello e Martino Saltori; i cardiologi Paola Cicerone, Giambattista e Roberto Semeraro il fatto non costituisce reato.

Alessandro Manigrasso e Sapio srl sono stati difesi dagli avvocati Francesco Castronovo e Anna Giove.
di VALERIA D’AUTILIA

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