ORDINE INGEGNERI PROPONE MONITORAGGIO PONTI E VIADOTTI DELLA PROVINCIA

L’Ordine degli Ingegneri ha elaborato le linee guida per l’elaborazione di un protocollo tecnico per la redazione della valutazione organica dello stato dei Ponti e Viadotti della provincia di Taranto.
La proposta muove dalla principale bibliografia tecnica di settore, è adeguata alle più recenti norme tecniche e alle esperienze positive già intraprese da alcune pubbliche amministrazioni (ad esempio Bolzano e Firenze).
L’approccio alla valutazione dello stato dei ponti, affinché non rappresenti solo un’effimera risposta emozionale ala tragedia di Genova, deve essere sistematico e costante. Soprattutto, deve fare riferimento ad un soggetto in grado di custodire la memoria storica dei dati raccolti: devono essere organizzati, catalogati e digitalizzati.
In Italia crollano ogni anno, mediamente, 10 ponti: motivi idraulici e emergono tra le cause principali. Occorre fare il punto, pensiamo di offrire un valido e credibile contributo agli enti locali allo scopo di colmare in primis le seguenti lacune:
a) Assenza di una anagrafe onnicomprensiva delle opere infrastrutturali di competenza delle P.A.
b) Archivi documentali mancanti
c) Scorretta o mancata ispezione visiva
d) Mancanza o ritardi nella erogazione dei finanziamenti rispetto all’urgenza di intervenire
e) Sottostima dei pericoli e dei potenziali fattori di rischio, anche per insufficienza di opportune indagini sperimentali

L’Ordine degli Ingegneri della provincia di Taranto, dunque, grazie alla riflessione tecnica e all’elaborazione curata dal Consiglio, propone ai Comuni jonici di avviare un piano pluriennale sistematico per il controllo e la manutenzione delle infrastrutture viarie sensibili di crollo (in particolare ponti e viadotti) di propria competenza.
Peraltro, già del 2003 l’OPCM n. 3274 recitava: “E’ fatto obbligo di procedere a verifica, da effettuarsi a cura dei rispettivi proprietari […] delle opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile […]. Le verifiche di cui al presente comma dovranno essere effettuate entro cinque anni dalla data della presente ordinanza […]”.
L’obbligo fu procrastinato fino al 2013 ed oggi, anche a causa dei limitati finanziamenti centrali, gran parte dei Comuni risulta ampiamente inadempiente. Di fatto molte opere, a causa dell’assenza di una anagrafe delle infrastrutture, possono presentare patologie di degrado non trascurabili o pericolose già solo a livello statico.
Il documento, articolato e ricco di dati e analisi a supporto del percorso che si propone agli Enti, è quindi il frutto di una profonda e puntuale riflessione tecnica che quest’Ordine è lieto di affidare alla collettività, in attesa di poter sottoscrivere con le Amministrazioni comunali gli opportuni protocolli d’intesa rivolti alla puntuale e proficua applicazione. 

Nella foto in evidenza Giovanni Patronelli Presidente Ordine Ingegneri di Taranto.
Fonte comunicato stampa
Ordine ddgli Ingegneri di Taranto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *