Home Politica OSPEDALE DI MOTTOLA, PERRINI: “UNA CATTEDRALE NEL DESERTO” (FOTO)

OSPEDALE DI MOTTOLA, PERRINI: “UNA CATTEDRALE NEL DESERTO” (FOTO)

OSPEDALE DI MOTTOLA, PERRINI: “UNA CATTEDRALE NEL DESERTO” (FOTO)
0

Ospedale Mottola, Perrini: una cattedrale nel deserto.
Di seguito le dichiarazioni del consigliere regionale Renato Perrini

“L’ospedale di Mottola è una cattedrale nel deserto. Una struttura distrettuale con reparti nuovi, spesi circa 40 milioni di euro, ma vuoti, nella quale mancano i servizi essenziali. Contestualmente alla sua dismissione, voluta nel Piano di Riordino, venne annunciata la sua vocazione: Mottola perdeva gli acuti, ma diventava Centro specializzato nella Riabilitazione, e diventava anche centro di riferimento regionale. Peccato però che al suo interno esiste una piscina pronta e mai entrata in funzione. Mi pare decisamente un controsenso.
Ma veniamo ai servizi, o meglio a disservizi dell’ospedale di Mottola. A livello ambulatoriale manca l’Endocrinologo, manca la Chirurgia, e nella Radiologia c’è un medico che viene solo 4 volte a settimana per carenza di personale, dunque si allungano anche le liste di attesa. E in Radiologia manca addirittura il telecomando per attivare il macchinario. Bene invece il servizio di Mammografia che lo scorso anno ha prodotto cinquemila esami inerenti allo screening per la diagnosi del tumore alla mammella. La richiesta di potenziare il servizio, ovvero di attivare un Centro donne, visti proprio i risultati, è stata fatta ma dalla Asl non arrivano risposte. Da maggio è stata chiusa la Farmacia Ospedaliera in tutto il distretto, per intenderci si tratta del luogo fisico dove i cittadini si rivolgono per i farmaci antitumorali. Il risultato? Al momento apre solo tre ore alla settimana, domani non si sa. Uno scandalo! Infine l’ufficio Protesi, aperto due volte a settimana, con enormi disagi per tutta la popolazione.
Venerdì, come mostrano le foto allegate, sono stato nell’ospedale di Mottola e ho ascoltato il grido di allarme del personale. Oggi Emiliano taglia il nastro del Cta, che sia chiaro è decisamente una cosa positiva per il territorio, ma non si cura delle difficoltà dell’intera struttura. Mantenere la delega regionale alla Sanità non vuol dire inaugurare reparti, ma guardare e osservare gli ospedali nella sua complessità, e lì dove necessario migliorarli. Mi pare che in questo il presidente stia fallendo.