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PATENTI FACILI, NEI GUAI FUNZIONARIO MOTORIZZAZIONE

PATENTI FACILI, NEI GUAI FUNZIONARIO MOTORIZZAZIONE
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Alle prime ore del mattino di oggi, i Carabinieri della Compagnia di Manduria hanno dato esecuzione, nei comuni di Taranto e Manduria, a 2 provvedimenti interdittivi emessi dal GIP del Tribunale di Lecce, dr. Vincenzo BRANCATO, su richiesta del Sost. Procuratore della Repubblica di Lecce dr.ssa Angela ROTONDANO, nei confronti di un uomo di 60 anni residente a Villa Castelli, funzionario della Motorizzazione Civile di Taranto e di un 48enne, residente a Manduria, ex titolare di un’autoscuola, ora gestita da altri;
I due sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di concorso continuato in corruzione, accesso abusivo a sistema informatico o telematico e falsita’ ideologica, reati commessi nell’anno 2014, a Taranto e Manduria.
Nel dettaglio, i due, in concorso tra loro, avrebbero dato corpo ad un sistema ben congegnato che consentiva, in assenza dei presupposti di legge, di far rilasciare o rinnovare agli uffici della Motorizzazione Civile di Taranto, patenti ed abilitazioni professionali denominate “CQC” (carta qualificazione conducente – consistente in un certificato di abilitazione professionale che rende il titolare della stessa idoneo al trasporto di merci e persone). Il tutto sarebbe stato reso possibile dalla falsa attestazione circa la sussistenza dei presupposti previsti dalla legge per i titoli in questione. Nello specifico, al funzionario della Motorizzazione, ritenuto responsabile in concorso con il titolare della scuola guida in 14 episodi di rilascio o rinnovo fraudolento vengono contestate, altresì, ulteriori condotte inerenti ad un’altra cinquantina di pratiche, favorevolmente definite con il rilascio o rinnovo di patenti e “CQC”, gestite mediante contatti diretti con i beneficiari. Allo stesso, in particolare, viene contestato di aver abusato della sua posizione di funzionario della Motorizzazione Civile per inserire nel sistema informatico dell’Ente dati falsi relativi a: possesso di patenti estere convertibili in italiane, esistenza di certificati di guida rilasciati da autorità militari convertibili in civili, frequenza di corsi di formazione (di durata variabile da 35 a 240 ore) e superamento dei relativi esami per rilascio/rinnovo dei titoli, possesso di certificati medici. Il tutto riferito a soggetti che non versavano in queste condizioni, ottenendo quindi fraudolentemente patenti e titoli non dovuti.
Le indagini venivano avviate nel mese di febbraio 2014 dai Carabinieri di Manduria, a seguito di un ordinario controllo della circolazione stradale a carico di un pregiudicato del posto, ben noto ai militari in quanto da essi stessi più volte sanzionato per guida senza patente che, inaspettatamente, esibiva la patente di guida appena conseguita. I Carabinieri, fortemente insospettiti dalla circostanza, decidevano quindi di approfondire gli accertamenti tramite la Motorizzazione di Taranto dove – con la piena collaborazione di funzionari fedeli della stessa – venivano avviati discreti accertamenti sull’iter procedurale che aveva portato al rilascio di quella patente. In particolare, i militari esaminavano il sistema informatico ed acclaravano che il documento in questione, di cui singolarmente non si trovava il fascicolo cartaceo agli atti dell’ufficio, era stato generato a seguito della conversione di una patente militare. Proprio la mancanza del fascicolo contenente la documentazione cartacea di riscontro, induceva gli inquirenti ad estendere le verifiche presso le competenti Autorità Militari, all’esito delle quali appuravano che il soggetto non era mai stato appartenente alle Forze Armate e pertanto non poteva mai aver conseguito un’abilitazione militare di guida da convertire in patente civile. A quel punto i Carabinieri hanno deciso di incentrare la loro attenzione sul funzionario della Motorizzazione di Taranto titolare delle credenziali che risultava aver inserito i dati nel sistema informatico, accertando che le stesse corrispondevano a quelle del funzionario 60enne. Gli inserimenti eseguiti dallo stesso venivano pertanto sottoposti a meticoloso setaccio. La paziente attività di riscontro permetteva così di individuare ben 62 inserimenti nel sistema informatico della Motorizzazione, cui non corrispondevano fascicoli cartacei agli atti d’ufficio, operati dal predetto, collettore di richieste illecite che gli pervenivano, tanto da singoli interessati a conseguire indebitamente i titoli di guida, quanto dal titolare dell’autoscuola. Gli inserimenti, come detto, riguardavano una serie di dati falsi relativi al possesso di patenti estere o rilasciate da autorità militari, poi puntualmente convertite in patenti ordinarie italiane, nonché relativi al completamento di corsi di formazione ed esami per il rilascio o il rinnovo del certificato di abilitazione professionale al trasporto di merci e persone e relativa attestazione dell’esistenza dei necessari certificati medici.
Gli approfondimenti sulle patenti e certificati rilasciati dal funzionario a richiesta dell’autoscuola di cui era titolare l’altro uomo finito nei guai, consistiti nell’interrogatorio di soggetti titolari delle stesse, consentivano poi di accertare come costui, quasi sistematicamente, alla richiesta dei propri clienti di conoscere dettagli sulla facilità e rapidità con cui, presso la sua autoscuola si poteva arrivare al conseguimento del risultato, senza la frequenza di corsi ed altra documentazione che non fosse la semplice consegna delle fototessere dei richiedenti, rispondeva “non ti preoccupare”, senza fornire ulteriori dettagli. Proprio in questa prospettiva, un soggetto che dapprima si era recato in un’autoscuola di Grottaglie, rilevando la complessità e durata dell’iter prospettatogli per ottenere il CQC, informato da un conoscente che a Manduria c’era un’autoscuola in cui si poteva arrivare al risultato molto prima e senza troppo impegno, aveva deciso di rivolgersi all’ex titolare dell’autoscuola.
Dalle indagini è emerso che oltre a conversioni di patenti militari in favore di soggetti mai effettivi alle Forze Armate, ne erano state convertite anche alcune estere di nazionalità svizzera e tedesca a persone che non avevano mai vissuto in Svizzera o Germania, addirittura ad una donna ucraina era stata convertita una patente di quel Paese per il quale non è prevista convertibilità in Italia, ma si deve sostenere regolare esame di guida.
Ma la gravità più rilevante delle condotte accertate dai Carabinieri di Manduria è sicuramente quella derivante dall’aver accertato il fraudolento conseguimento o rinnovo di patenti abilitanti alla guida di mezzi pesanti o di trasporto persone a titolo professionale. E’ infatti emerso che ben 4 soggetti, vantando il possesso di titoli di guida conseguiti in modo illecito, sono entrati in graduatoria in pubblici concorsi per autisti di autobus in aziende municipalizzate di questa regione.
A questo punto, le indagini dei Carabinieri, coordinate in un primo momento dalla Procura ionica, sono state trasferite alla Procura Distrettuale della Repubblica di Lecce, in ragione della contestazione del reato di accesso fraudolento a sistema informatico o telematico, di competenza della stessa.
I compensi illeciti percepiti dal titolare della scuola guida di volta in volta, parte dei quali veniva corrisposta all’infedele funzionario, sono risultati variare da 250 a 3.800 euro per operazione.
All’esito di numerose perquisizioni delegate dall’Autorità Giudiziaria salentina, alcune delle quali eseguite questa mattina, sono state sequestrate ben 54 patenti di guida di cui alcune con inclusa Carta di Qualificazione Personale; altre rilasciate sulla base di false attestazioni circa il possesso di patenti militari di pari categoria ed altre rilasciate sulla base di false attestazioni circa il possesso di patenti estere.
Le indagini proseguono, per accertare ulteriori illeciti o il coinvolgimento di altre persone. Naturalmente i titolari dei titoli rilasciati o rinnovati in difetto dei presupposti, tutti indagati, per poter guidare, dovranno ora sostenere regolari esami.