POLEMICA TRA GLI ARCHITETTI E COMUNE

Botta e risposta tra l’Ordine degli architetti affida alla stampa lamentele circa un maggior coinvolgimento, ovvero l’assenza del Sindaco ai loro tavoli. Forse è nato un nuovo partito in città, visto che queste voci non si sono udite nell’ultima dozzina di anni.

Il Presidente dell’ordine degli architetti denuncia non si capisce bene quale carenza di questa Amministrazione, visto che scrive di numerosi confronti pubblici sui temi di interesse della categoria e soprattutto della presenza costante dell’Assessore Scarcia, che per il Presidente degli architetti ha una grave pecca: è un loro collega. Cosa avrebbero gradito come Assessore di riferimento? Vogliono forse suggerire all’Amministrazione un Assessore con altra professionalità? Può darsi che preferiscano il Sindaco ai loro tavoli per avanzargli non meglio precisate esigenze, o per visionare i progetti, che per altro hanno già ricevuto l’indirizzo politico dell’Amministrazione e presentano naturalmente un tasso di tecnicismo assai elevato?

Nell’ultima nota, lo stesso Ordine degli architetti, ricorda che dopo 40 anni di vuoto assoluto, questa Amministrazione ha finalmente rilanciato il Pug; se ne deduce che il metodo era sbagliato e fallace prima, non ora. Quindi proseguiremo per questa corretta strada. All’Ordine degli architetti va ribadito, inoltre, che hanno a disposizione un Assessore competente, i tecnici e tutte le direzioni del Civico Ente, i quali hanno fino ad ora raccolto i contributi che hanno ritenuto validi e coerenti con la visione ed il programma della Amministrazione, che ormai è risaputo è molto veloce e pragmatica, non indugia in tavoli e vetrine inconcludenti. Ciò che non è stato preso in considerazione non aveva questi crismi, non si tratta di disattenzione.

Preme poi rammentare al Presidente degli architetti che quegli eventi di partecipazione che lui sembra criticare frettolosamente hanno riscosso un gran successo nella nostra comunità, specie tra i giovani, e sarebbero anche previsti espressamente dalla norma. Possiamo convenire con lui sull’utilità di un luogo evocativo di questo work in progress, peccato sia stato abbondantemente previsto dall’Amministrazione, se solo il Presidente avesse avuto l’approccio del professionista e non del politico se ne sarebbe accorto.

Si continui, allora, a fare riferimento all’architetto Scarcia, perché finché avrà quella delega rappresenta l’Amministrazione ai tavoli veramente produttivi.

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