POLIZIA PENITENZIARIA, CGIL: “CONDIZIONI DI LAVORO INSOSTENIBILI”

La Cgil affronta i temi legati al lavoro della Polizia Penitenziaria nel carcere di Taranto.
“Nella nottata del 17 febbraio scorso all’interno della Casa Circondariale di Taranto si è nuovamente rischiata la tragedia. Infatti, si legge in una nota stamoa del sindacato, un detenuto affetto da problemi psichiatrici ha dato fuoco alla propria cella in una delle sezioni detentive. Il personale di polizia penitenziaria operante in quel momento è riuscito con estrema difficoltà a mettere in salvo il detenuto piromane ed a evacuare in modo tempestivo la sezione, ormai satura di fumi tossici e con più di 50 detenuti in fase di panico ed intossicati. Nonostante le esigue risorse umane, gli agenti coordinati dall’ispettore di sorveglianza e coadiuvati dal comandante di reparto sono riusciti ad evitare che l’insano gesto potesse avere conseguenze peggiori. La scelta dell’amministrazione centrale e del ministero di ridurre le piante organiche in tutti gli istituti d’Italia, prosegue il comunicato della Cgil, specialmente in quello tarantino, sta mettendo a dura prova l’operato degli agenti e la sicurezza dell’intero sistema carcerario. Le condizioni di lavoro della Polizia Penitenziaria presso la Casa Circondariale di Taranto, secondo quanto scrive la Cgil, sono ormai divenute insostenibili e molto difficili, turni di lavoro di otto ore anziché di 6 previste, modello organizzativo del personale inappropriato a garantire i livelli minimi di sicurezza ed il rispetto delle norme contrattuali, criticità area sanitaria e tanti altri problemi che stanno mettendo in ginocchio l’intero istituto. Il personale attende un cambiamento radicale ma sembra ormai una chimera.
Questo ennesimo episodio di violenza, conclude la nota stampa del sindacato,
non può passare nuovamente inosservato, perchè è la conferma di quanto da tempo la FP CGIL Taranto sta denunciando a tutti gli organi competenti senza aver nessuna forma di riscontro. Vi sono inaccettabili condizioni operative durante i turni pomeridiani e notturni nei quali, sistematicamente, viene a mancare il personale per coprire i posti di servizio.
Nell’esprimere la nostra solidarietà agli operatori di Polizia Penitenziaria, chiosa la Cgil, ribadiamo con forza che non ci accontentiamo più delle generiche attestazione di stima e solidarietà da parte degli organi di governo dell’Amministrazione, pretendiamo risposte fattive e concrete perchè la misura è colma e la situazione è inaccettabile per un paese civile e democratico.”

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