POSTE: “NO ALLA PRIVATIZZAZIONE”, SIT IN SUL LUNGOMARE

In questi giorni si discute in Parlamento sulla privatizzazione di Poste Italiane, la più grande
Azienda di servizi del paese.
Viene posta a grande rischio la funzione sociale di Poste, il suo presidio in ogni dove, anche nei centri
più periferici e marginali del paese, dove la nostra azienda è ancora percepita come un presidio
istituzionale al servizio della collettività e del tessuto imprenditoriale della nostra economia. E’ a rischio anche la garanzia dello stato sui prodotti finanziari che sino ad oggi hanno sempre protetto i
risparmi degli italiani.
Insomma, qualcuno vuol trasformare Poste Italiane in una vera e propria banca, introducendo quelle
dinamiche di speculazione che tanti danni hanno prodotto alle economie di imprese ed interi nuclei
familiari.
Inoltre, si sottraggono sempre più risorse ed attenzioni al recapito della corrispondenza, mettendo
a rischio l’intero settore. Ormai l’Azienda non mostra più alcun interesse sul servizio universale, che
invece è ancora oggi obbligata a garantire attraverso i propri centri di recapito, sia per le sovvenzioni
che riceve dallo stato, sia in ossequio all’osservanza del diritto di cittadinanza ancora in essere in
favore dell’intera collettività.
Il paese sta perdendo un pezzo importante del suo patrimonio, per pochi danari, per un ennesimo
regalo offerto alle solite oligarchie economiche e finanziarie. Se questa privatizzazione dovesse
andare a buon fine, l’intero paese perderà e sarà ancora più povero.
Ed è per questo che giovedì 9 marzo 2017, dalle ore 8 alle 12, aumenteremo il nostro urlo di protesta
attraverso un SIT IN che si terrà davanti al palazzo simbolo della Taranto Postale, la “Posta Centrale”,
sita a Lungomare, al quale stampa e TV locali sono invitate di partecipare.

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