PROSCIUGATO CONTO CORRENTE DI UN’ANZIANA, TRE PERSONE NEI GUAI

I Carabinieri hanno denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Taranto tre persone ritenute responsabili di appropriazione indebita e circonvenzione di incapaci.
Le investigazioni dei militari dell’Arma hanno consentito di far luce su una triste vicenda che ha visto protagonista una 67enne residente a Taranto, sola, invalida e con patologie che le hanno causato serie menomazioni psico-fisiche.
Lo stato perdurante di disagio della donna è stato terreno fertile per tre soggetti senza scrupoli, un uomo e due donne, i quali, dapprima in modo fraudolento si sono impossessati dei suoi documenti di riconoscimento e della tessera postamat per prelevare ingenti quantitativi di denaro e successivamente, l’hanno indotta, tramite raggiri, a firmare un contratto di finanziamento decennale erogato a suo nome, sottraendole indebitamente somme di denaro sino a diecimila euro. Peraltro una delle indagate, con analoghe modalità, aveva ottenuto delega nella gestione del conto corrente dell’anziana.
I tre denunciati, tramite i prelievi sul conto e con il contratto di finanziamento accesso in nome della vittima hanno percepito illecitamente, negli ultimi due anni, una somma totale di circa ventimila euro. Nel frattempo, la donna è stata costretta a vivere in condizioni di miseria e gravi carenze igieniche.
I Carabinieri, tramite una scrupolosa attività d’indagine, grazie all’acquisizione dei filmati estratti dal sistema di videosorveglianza del postamat presso il quale avvenivano i prelievi fraudolenti, hanno identificato gli autori del reato appurando interamente le condotte illecite di sottrazione del denaro, ricostruendone la dinamica anche tramite l’escussione a sommarie informazioni di numerosi testimoni.
I tre indagati, una 51enne e madre e figlio rispettivamente 74enne e 38enne, tutti di Taranto, sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura ionica poiché ritenuti responsabili dei reati di circonvenzione d’incapaci ed appropriazione indebita. A riscontro delle attività d’indagine effettuate, i Carabinieri, nel corso di perquisizioni a carico degli indagati, hanno rintracciato e sequestrato i documenti della vittima compreso il postamat utilizzato per i prelievi.
Tuttavia l’attività dei militari non si è limitata solo all’aspetto penale estendendosi anche ad un recupero della povera donna finalizzato ad una più accurata assistenza in grado di permetterle una vita più serena; i militari infatti, hanno formalmente interessato i servizi sociali e richiesto all’Autorità Giudiziaria la nomina di un amministratore di sostegno, rintracciando con fatica alcuni familiari della vittima residenti in provincia di Bari con i quali da anni i rapporti erano stati interrotti.

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