Home Politica RIONDINO: “CONCERTO 1 MAGGIO NON SIA MACCHIATO DA INTERESSI PRIVATI”

RIONDINO: “CONCERTO 1 MAGGIO NON SIA MACCHIATO DA INTERESSI PRIVATI”

RIONDINO: “CONCERTO 1 MAGGIO NON SIA MACCHIATO DA INTERESSI PRIVATI”
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Michele Riondino, attore e direttore artistico del concertone tarantino, interviene per chiarire la posizione dei “Liberi e Pensanti” in merito alla decisione di non organizzare l’edizione 2017 del concerto del 1°maggio. Di seguito una ampia sintesi del comunicato stampa di Michele Riondino.
“Molte reazioni -scrive Riondino – ha provocato la decisione del comitato dei cittadini e lavoratori liberi e pensanti di non organizzare #unomaggiotaranto. Sul web piovono commenti di ogni tipo: da quelli realmente toccati dalla notizia che ancora non vogliono crederci che quest’anno non ci sarà il consueto bagno di folla, l’atmosfera di festa che regna per giorni in città, la possibilità di incrociare per le vie del centro o nei ristoranti i migliori artisti della scena rock italiana. Altri invece che consumano polpastrelli per digitare ogni tipo di provocazione e offese nel tentativo di dimostrare più che conoscenza della materia e competenza giornalistica solo livore personale e pochezza di ingegno. C’è chi ci scrive che pur sostenendoci non comprende il reale motivo che sta dietro la definizione “strumentalizzazione politica”, chi invece ci prega di cambiare idea perché Taranto non può permettersi questa ennesima sconfitta. “in questo modo hanno vinto loro, chi vi ha sempre ostacolato” cosi ci dicono, spronandoci ad andare avanti.

Nel variegato dibattito post conferenza stampa ovviamente non poteva mancare un riferimento alla chicca di cui ci ha fatto dono il sindaco Stèfano, il quale ha dichiarato che “non bisogna criminalizzare chi vende panini senza licenza ai concerti”, venendo meno – sostiene Michele Riondino – in questo modo all’ordinanza da lui stesso firmata che vietava la vendita di birre in bottiglia e lattine all’interno del parco archeologico.
Un ringraziamento – scrive Riondino – speciale però va al direttore dell’Aci di Taranto il signor Pino Lessa, il quale dimostrando di non aver assolutamente capito l’imprescindibile valore simbolico della nostra manifestazione e la motivazione che ci spinge a non farla mi offre l’occasione per essere più chiaro e spiegare che cosa intendiamo per strumentalizzazione politica.
Partiamo proprio dalla sua proposta signor Lessa.
Allora, dice Riondino, noi abbiamo sempre dichiarato che la nostra manifestazione non potrà mai offrirsi a nessuna campagna elettorale, per essere estremamente chiari su questo abbiamo anche detto che noi stessi non useremmo mai quel palco per promuovere nostri rappresentanti, ne tantomeno per dare indicazioni di voto riguardo le amministrative. Abbiamo dichiarato ai quattro venti quanto siamo stupidi nel portare avanti questa idea, ma le spiego di nuovo il perché. L’ #unomaggiotaranto nasce per far sentire la voce dei tarantini circa la condizione che sono costretti a vivere giorno dopo giorno, nasce per far lavorare negozianti, albergatori e ristoratori, perfino gli ambulanti, prosegue Riondino, che dio solo sa quanto ci abbiamo provato a organizzargli un aria decente nella quale poter lavorare. Uno maggio Taranto nasce per mostrare la città in tutta la sua bellezza, nasce per mostrare ai tarantini quanto si può essere orgogliosi di far parte di questa comunità. Per questo ci teniamo, perché non vogliamo che quel giorno sia macchiato da interessi privati. Lei invece cosa pensa di consigliare? Esattamente il contrario. Cioè di trasformare una manifestazione libera in un mega comizio elettorale dove tutti possono parlare e godere dei famigerati 5 minuti di notorietà. Mi spiega cosa può importargli a un turista, a un ragazzo di Lecce, Bari, Potenza, Foggia, Napoli, Roma, Bologna, Firenze, Venaus del comizio di tizio o caio candidato a sindaco di Taranto? Mi spiega a cosa può servire racchiudere in dinamiche esclusivamente nostrane una manifestazione che è una realtà nazionale?
Sono contento però di questa sua proposta, chiosa Michele Riondino, perché ci mostra in realtà quanto efficaci siamo stati nella scelta di non fare il concerto, mi dà una mano a far capire meglio cosa significa strumentalizzare un evento in chiave politica. E sono soprattutto contento che lei abbia dimostrato attraverso dichiarazioni di stima e di affetto la sua vicinanza al nostro evento. La saluto quindi rimandando questa discussione al prossimo anno, dove senza tema di essere respinto verrò da lei a chiederle di sostenere, magari anche solo con una offerta, quello che lei definisce un grande appuntamento per Taranto. –

Michele Riondino”