SABATO SERA A SAN VITO IL NOTO ANDREA DAMANTE

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Le incomprensioni che hanno coinvolto Fabio Prosperi e Mariano Stendardo sono all’ordine del giorno in uno spogliatoio, fanno parte della vita quitidiana di un gruppo. Ma cosa è successo? Prosperi avrebbe manifestato qualche perplessità sul pieno recupero fisico di Stendardo, reduce da uno stiramento di un centimetro al bicipite femorale destro che lo ha tenuto lontano dai campi di gioco per quasi un mese. Per evitare guai seri, l’allenatore aveva decisio di convocare il calciatore per la sfida con l’Akragas, ma non di schierarlo dall’inizio. Il tecnico era più propenso a concedergli gli ultimi minuti per consentirgli di rientrare gradualmente. Una decisione che Stendardo non avrebbe accolto di buon grado: “o gioco tutto il match o non gioco”, avrebbe risposto l’ex difensore dell’Andria. Da qui, la decisione di non portarlo ad Agrigento. Non resta che chiarisrsi per il bene del Taranto e degli stessi attori che hanno il medesimo obiettivo: permettere al club rossoblu di mantenere la categoria. Che poi è lo stesso obiettivo dellaa società, sempre al corrente di tutto, ma rispettosa dei ruoli: come accettò la decisione di Papagni di spedire in tribuna Potenza alla vigilia del match di Catanzaro, così non ha battuto ciglio quando Prosperi ha cancellato il nome di Mariano Stendardo dalla lista dei convocati. E’ chiaro che dei provvedimenti saranno presi: per Stendardo, che si allenerà da solo allo “Iacovone” nelle giornate di sabato e lunedì, è in arrivo un’ammenda. Fondamentale perchè non si ripetano più situazioni del genere che finiscono con il condizionare l’intero gruppo.

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