SALDI ESTIVI, AL VIA IL PRIMO AGOSTO IN TUTTA ITALIA

Di WALTER BALDACCONI. Nell’ultima puntata di 15 sera, il nostro storico approfondimento del venerdì sia Roberto Falcone che Walter Poggi, come massimi responsabili di CTP e Amat hanno parlato con dimostrata competenza di mobilità e città possibile. Una Taranto molto più libera dal traffico automobilistico inquinante e stressante, una Taranto disegnata a misura di pedoni e ciclisti dove davvero al ridimensionamento dell’utilizzo dell’auto privata potesse corrispondere un servizio pubblico efficace e puntuale, frequente e scevro da scelte sorpassate o dai condizionamenti delle piccole lobby di quartiere. Insomma una città dove, per raggiungere questo risultato, il prossimo sindaco o sindaca fosse disponibile a scelte forti e forse impopolari.

Alle candidate e ai candidati l’invito più che ad accaldarsi su piccole e grandi aggregazioni, su demagogiche ipotesi di novità, su atteggiamenti divisori o su alleanze inconfessabili, vorrei ricordare sommessamente che un consigliere comunale non decide la politica nazionale ma concorre ad amministrare la Taranto complessa che decenni di mediocrità ci hanno regalato.
Ed è bene che i nuovi che entreranno a palazzo di città dibattano sui temi della mobilità e dell’urbanistica, sul rapporto con le grandi presenze industriali ed economiche, sulla portualità e sulle eccellenze museali e culturali. Il tutto per rendere l’elettorato finalmente consapevole del proprio voto.

Taranto deve tornare a giocare un ruolo da capitale della magnagrecia che baresi e leccesi osteggiano da sempre. Taranto deve tornare ad essere centro attrattore di interessi culturali, economici e sociali del vasto territorio bagnato da quel golfo di Taranto che è da solo testimone della nostra centralità.
Dalla Calabria di Sibari alla Basilicata di Policoro e Metaponto fino a Gallipoli. Taranto è al centro, dimenticarlo evidenzia ignoranze geografiche e storiche che non possiamo permettere al nostro futuro primo cittadino ma nemmeno agli altri che lo seguiranno.

Per questo, chiediamo sommessamente ai vertici di partiti e movimenti di parlarci della taranto che vorranno e non dei problemi degli avversari.
Meno insulti e fango, più progetti attuabili e competenze. Chiediamo troppo?

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