SAN MICHELE, CELEBRATA LA POLIZIA: L’INTERVENTO DEL QUESTORE

In occasionr della ricorrenza di San Michele Arcengeo, Santo Patrono della Polizia di Stat, si è svolta oggi la cerimonia che ha visto la partecipazione di numerose autorità cittadine.
Vi proponiamo il discorso del Questore di Taranto, Giuseppe Bellassai, nel corso della celebrazione di questa mattina

“Ringrazio S.E. l’Arcivescovo di Taranto Mons. Filippo Santoro che con la Sua presenza ha dato contenuto ed importanza a questa cerimonia. Con Lui ringrazio Don Nicola Preziuso Parroco della Chiesa Gesù Divin Lavoratore che ci ospita oggi e Don Santo Guarino Cappellano della Polizia di Stato. Un saluto ed un ringraziamento a S.E. il Prefetto dott.ssa Bellomo, agli Onorevoli Membri del Parlamento Nazionale ed Europeo, al Sig. Sindaco, al Sig. Presidente della Provincia, al Signor Presidente della locale sezione di Corte d’Appello, agli Assessori e Consiglieri Regionali e Provinciali. A tutte le altre Autorità militari e civili presenti. Ai sindaci dei comuni della provincia, alle amiche e agli amici che hanno voluto esserci vicini.
Un abbraccio ai parenti di chi non c’è più, di chi, poliziotto, ha perso la vita nell’adempimento del dovere e, con loro, ai parenti di tutte le vittime del lavoro.
Credo molto nell’importanza dello stare insieme e … del camminare insieme. L’unico modo, ho sempre ritenuto, per riuscire nell’intento di perseguire obiettivi importanti. La vostra presenza così numerosa e qualificata qui, oggi; la risposta corale che avete dato al nostro invito è il miglior modo di rappresentare plasticamente l’immagine di una comunità unita e convintamente orientata al bene di Taranto. Insomma, di una città che ha voglia appunto di stare insieme. Ma al contempo, mi fa capire quanto le Istituzioni e la cittadinanza siano vicini alla Polizia di Stato. Voglio credere che abbiamo messo del nostro per meritare tanto affetto. Che quello che vedo oggi sia anche il risultato di un virtuoso processo che, in questi anni, ha visto impegnarci nel tentativo di stare, a nostra volta, vicino alla gente di questo territorio, ascoltandone le istanze, dando respiro alle sue più impellenti esigenze. Se così fosse, e non ne dubito, avremo motivi ancor più convincenti per proseguire sulla strada intrapresa.
S. Michele Arcangelo richiama il tema del bene che affronta e sconfigge il male. Bene e male: Categorie concettuali attorno alle quali è difficile districarsi. Categorie filosofiche che richiederebbero alte e profonde argomentazioni che io di certo non ho conoscenza sufficiente per affrontare. Di una cosa sono sicuro!! Che è questa l’essenza del lavoro che uomini e donne della Polizia di Stato di Taranto svolgono quotidianamente, con incessante impegno e convinzione ferma: affermare il primato del bene sul male. Della bellezza ed armonia del primo sulla laidezza, lo squallore, la disarmonia del secondo.
Lo facciamo dandoci come obiettivo la ricerca di ciò che è giusto attraverso il rispetto della legge. Esaltando della legge la sacralità laica.
Badate bene: sappiamo che non sempre ciò che è legale è anche morale, né che esso è necessariamente giusto. Ma sappiamo anche che la legge ed il suo rispetto sono, per le società democratiche, il migliore, direi, l’unico dei modi per governare la convivenza tra individui, regolamentarne le relazioni e, così, garantirne la libertà ed indirizzarne un futuro di pace e benessere.
E’ un difficile compito il nostro, miei cari poliziotti, che va vissuto con passione e rispetto per il credito di fiducia di cui i cittadini ci onorano.
E’ un difficile compito quello di chi debba vigilare affinchè una comunità operi sempre nell’alveo della legalità.
E’ un compito che ci attribuisce prerogative e, persino, poteri; ci arma di una spada da utilizzare con estrema responsabilità. Un compito il nostro che va vissuto con equilibrio e consapevolezza evitando interpretazioni che lo snaturino, eccessi che lo sviliscano, errori che ne delegittimino il senso profondo. Il nostro essere baluardi della legge deve significare non solo agire per la sua tutela: quello è nelle cose!! Mi piace pensare che significhi, ancor prima, difendere dal sopruso, dalla violenza bieca e cieca dei tracotanti, degli arroganti, dei malvagi. Insomma, dei Draghi.
E’ per questi motivi, nell’intraprendere una così dura e difficile battaglia, dobbiamo saperci porre sempre a difesa di chi ha bisogno, di chi chiede aiuto, di chi necessita di un punto di riferimento, anche solo di un incoraggiamento.
Noi poliziotti siamo fatti forti dallo Stato per esserlo, intanto, in difesa dei deboli. Dobbiamo essere il Bene per quanti sono sopraffatti, avviliti, prostrati dal Male altrui.
Momenti come questo sono di fondamentale importanza per noi uomini in divisa blu e cremisi.
Per il profondo valore religioso che rivestono. Per la capacità che hanno di compattarci attorno alla nostra identità ma anche per la spiccata carica simbolica di cui li possiamo ammantare.
Il nostro linguaggio usuale è quello esplicito della quotidianità delle nostre attività. Che può far perdere di vista, però, ai disattenti la filosofia sottesa alla più profonda ed intima natura di ciò che facciamo, quella che per noi si concretizza nell’Esserci Sempre.
Per tali motivi, in questo tempo che viviamo, il nostro orizzonte non può che essere la periferia. Le periferie delle città, spesso martoriate da problemi sociali, deturpate da ferite profonde; le periferie problematiche, ancor più, dal punto di vista criminale.
Ma anche le periferie dell’essere umano, quello che delinque. Che è espressione di sottocultura di ignoranza, di un’aberrazione di cui è egli stesso artefice ma, spesso, anche vittima e schiavo.
Essere ai Tamburi oggi, vuole significare che intendiamo stare accanto alla tanta gente di questo quartiere così fisicamente vicino alle fortune del passato ed alle preoccupazioni del presente di Taranto. E insieme agli altri quartieri che, nell’accezione comune, diventano sinonimo di difficoltà: Paolo VI, Salinella.
E, poi, che vogliamo essere accanto ai giovani e, di più, a quelli di loro che soffrono per diversi motivi. Vedo presenti oggi molti studenti: quelli dell’Istituto Comprensivo “Vico De Carolis” e quelli dell’Istituto Comprensivo “Galileo Galilei” li ringrazio e con loro i docenti ed i dirigenti scolastici.
Vogliamo essere accanto a voi giovani, dicevo. E di giovani ci siamo voluti circondare. Agli studenti del conservatorio Paisiello abbiamo chiesto di deliziarci con la loro musica. Li andai a trovare a città vecchia pochi giorni dopo il mio arrivo. Mi trasmisero fantastiche emozioni. Sono contento che siate qui. Ringrazio voi, il Presidente ed il Direttore del Paisiello per questa opportunità.
Sui giovani, su loro che, senza retorica, sono il nostro futuro vogliamo scommettere. Come quelli della Comunità Emmanuel, del Teatro Tatà, della Fondazione Rocco Spani, dell’Associazione Italiana Persone Down. Alcuni di questi ragazzi vi stanno consegnando un piccolo e forse persino inconsapevole contributo alla riflessione di uno di loro. Ed insieme alcuni oggetti che loro stessi hanno creato e di cui ci hanno fatto dono. Un abbraccio a voi ed ai responsabili delle vostre comunità con cui ci siamo visti, parlati ed immediatamente intesi. Con i quali speriamo di condividere ancora altri momenti.
In ultimo, siamo in questa Chiesa di questo quartiere per dire che noi poliziotti siamo pronti a dare il nostro contributo alla ripresa di questa fantastica città. Per dire, se ce ne fosse bisogno, che non vogliamo solo fare da spettatori di un film alle cui riprese altri lavorano alacremente. Ma partecipare attivamente attraverso l’adempimento dei nostri compiti istituzionali e proponendo disponibilità a chiunque voglia coinvolgere le nostre professionalità in progetti ed esperienze utili a Taranto.
Quello che verrà è il tempo del Bene per Taranto, ne siamo certi!! E vogliamo esserci!!”

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