SAVA: IL 6 GENNAIO NON CI SARA’ RACCOLTA DELL’UMIDO

I Carabinieri della Stazione di Manduria, nella mattinata odierna, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per esercizio abusivo di professione, contraffazione di atti pubblici con sigilli destinati a pubblica certificazione, falsità materiale commessa da un pubblico ufficiale e da un privato nei confronti di Giuseppe Vito Morgante, geometra 69enne di Manduria con precedenti penali, già cancellato dall’albo. La misura cautelare è stata emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Taranto – Dott. Benedetto RUBERTO, su richiesta del Sostituto Procuratore jonico, Dott. Lanfranco MARAZIA, che concordavano con le risultanze investigative dei militari operanti.
L’indagine è nata a seguito di una denuncia presentata da un cittadino manduriano, proprietario di un’abitazione ubicata nella frazione marina di San Pietro in Bevagna, nei confronti dell’ex geometra accusato di avergli fornito un falso permesso a costruire in sanatoria relativo al predetto immobile. In particolare, il denunciante dichiarava di aver conferito al professionista, alcuni anni orsono, l’incarico di curare la pratica per sanare l’immobile dietro pagamento di un corrispettivo in denaro pari a tre milioni delle vecchie lire. Nel 2010, l’ignaro proprietario riceveva dal professionista il permesso a costruire rivelatosi poi completamente falso. Difatti, quando la vittima si è recata presso l’Ufficio Tecnico del Comune Messapico per acquisirne una copia conforme, ha appreso con stupore che la documentazione in suo possesso era falsa, in quanto riportava una firma apocrifa del dirigente dell’Ufficio, un numero di protocollo inesistente, oltre ad alcune marchiane irregolarità, fra cui la dicitura dei diritti di segreteria espressa in lire e non in euro, e differiva per conformazione della scrittura e del contenuto rispetto ai documenti standard usati dall’ufficio. Per i medesimi fatti veniva sporta analoga denuncia dal responsabile dell’Ufficio Tecnico comunale, che non aveva riconosciuto la propria firma sugli atti presentati. Gli accertamenti avviati dai militari della Stazione di Manduria si incentravano preliminarmente sull’acquisizione di copiosa documentazione in possesso dell’ente comunale. Gli operanti, analizzando il materiale cartaceo sequestrato, accertavano altri due casi simili a quello denunciato. I proprietari dei relativi immobili, ascoltati dai Carabinieri confermavano di avere conferito anch’essi l’incarico di seguire i progetti al MORGANTE. Nello specifico, il proprietario di un’abitazione sita sempre in località San Pietro in Bevagna, riferiva di essersi rivolto al professionista nel 2006, allo scopo ottenere un permesso a costruire finalizzato all’ampliamento di un balcone del suo fabbricato, pagandogli una parcella e richiedendo ed ottenendo dallo stesso il documento attestante la concessione, risultato poi anch’esso provvisto della firma apocrifa del dirigente dell’Ufficio Tecnico. L’altro proprietario dichiarava di aver incaricato il MORGANTE della presentazione al Comune di Manduria di un progetto per la realizzazione di un chiosco e di un parcheggio in una località balneare, aggiungendo di aver appreso dallo stesso che la pratica era stata in realtà seguita da un altro geometra. A questo punto venivano eseguite delle perquisizioni presso gli studi e le abitazioni del MORGANTE e del suo collega. In tale circostanza, i militari sequestravano una notevole mole di documenti di carattere urbanistico che, su disposizione dell’A.G., venivano sottoposti all’analisi di un tecnico. I conseguenti accertamenti consentivano di acclarare l’esistenza di numerosi altri atti edilizi palesemente contraffatti, poiché riportavano la firma di capi ufficio, i visti di conformità e il numero di protocollo palesemente falsi, perché ottenuti con la tecnica del fotomontaggio.
Inoltre, i militari accertavano, presso il collegio provinciale dei geometri di Taranto, che il MORGANTE era stato in più occasioni cancellato e poi riammesso nell’albo, per morosità nei pagamenti della relativa tassa di appartenenza. Lo stesso, nonostante fosse stato cancellato, per ultimo nell’anno 2010, aveva continuato ad esercitare la professione pur non avendone i requisiti, come confermato peraltro ai Carabinieri da due dipendenti comunali, che attestavano la frequente operatività del predetto geometra, che aveva presentato almeno altre due pratiche di condono pur non avendone titolo.
MORGANTE Giuseppe, terminate le formalità di rito, è stato accompagnato presso la propria abitazione e sottoposto agli arresti domiciliari.

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