Home Cronaca SCIOPERO E “SIT-IN” DIPENDENTI AGENZIE DI RISCOSSIONE

SCIOPERO E “SIT-IN” DIPENDENTI AGENZIE DI RISCOSSIONE

SCIOPERO E “SIT-IN” DIPENDENTI AGENZIE DI RISCOSSIONE
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“Ventisei nuovi disoccupati di cui otto solo a Taranto si tratta di ufficiali di riscossione, nonostante come Filcams Cgil abbiamo proposto soluzioni alternative”. Così i rappresentanti di categoria della Cgil. Oggi il presidio dinanzi alla Prefettura, presente Paola Fresi, della Filcams Cgil; uno sciopero dei lavoratori delle agenzie di riscossione e un presidio nei pressi della Prefettura di Taranto per chiedere un incontro e cercare di risolvere il problema dei licenziamenti. “Secondo quanto dall’azienda stessa dichiarato non ci sono necessità economiche o finanziarie che giustificano ventisei esuberi” commenta Mauro Palmatè, Segretario provinciale della Filcams Cgil, “Non comprendiamo, prosegue il sindacalista, come sia possibile attivare una procedura di licenziamento collettivo solo per esigenze di riorganizzazione, interessando il personale più qualificato, gli ufficiali di riscossione, i quali potrebbero essere reimpiegati facilmente in altre mansioni. Abbiamo suggerito soluzioni alternative che coniughino esigenze aziendali e il rispetto dei diritti dei lavoratori”.
La riorganizzazione della Soget arriva all’indomani della chiusura di Equitalia e del probabile passaggio, dal primo luglio 2017, della gestione dei tributi locali direttamente al nuovo Ente Pubblico. “la cosa ci preoccupa ulteriormente” continua Palmatè, “in quanto l’azienda avrebbe già fatto sapere che, in caso di perdita di ulteriori concessioni, sarà costretta ad estendere la procedura di licenziamento ad una platea ben più ampia di lavoratori”. “Ricordiamo, infatti, scrove Palmate’, che la vertenza Soget è di portata nazionale e riguarda una vicenda per la quale anche l’associazione nazionale di categoria (ANACAP) ha annunciato pesantissime ripercussioni occupazionali”.
Per questo motivo rinnoviamo l’appello alla Regione Puglia ed ai Parlamentari tutti, ma soprattutto al Governo, che ha preso un impegno formale con le associazioni sindacali, di farsi parte attiva e convocare quanto prima un tavolo tecnico, come da noi già richiesto in data 6 giugno, affinchè vengano adottati provvedimenti urgenti atti a ripristinare dignità all’intera platea di lavoratori e lavoratrici interessati.