SERVIZIO RISTORAZIONE, USB SI AUTOCONVOCA DA EMILIANO

“Dopo numerosi solleciti, il 17 maggio andiamo a Bari a tutela dei lavoratori”
Servizio ristorazione nelle aziende ospedaliere, USB Lavoro Privato – Puglia si auto convoca presso la Presidenza della Giunta regionale, per mercoledì 17 maggio alle ore 10.30. La questione è legata alla scadenza dell’appalto e quindi alla possibilità che non siano mantenute le stesse condizioni contrattuali.
“nonostante i numerosi solleciti, mail PEC e telefonici, a tutt’oggi nessuna comunicazione è giunta da parte del Dipartimento Promozione della Salute – dichiara Pierpaolo Corallo, Lavoro privato Puglia Usb -. Pertanto, ritenendo superato ogni limite di attesa e buon senso, al fine di porre in essere tutte le dovute iniziative utili a salvaguardare il lavoro di centinaia di lavoratori interessati, abbiamo deciso di auto convocarci”. “Chiediamo al presidente Emiliano di prendere una posizione al fianco dei lavoratori – dichiara Francesco Rizzo, coordinatore USB Taranto -. Noi continuiamo a chiedere sia per Sanitaservice, sia per i lavoratori del servizio di ristorazione, l’internalizzazione e dare così continuità”. Su Sanitaservice USB ribadisce il suo NO all’agenzia unica regionale. “La regione deve intervenire per rafforzare le sanità service sui territori e renderle indipendenti”, conclude Rizzo. Intanto una dipendente racconta in una lettera la condizione dei lavoratori. “Io, una dipendente presso una mensa ospedaliera da 25 anni, a continuo contatto con la sofferenza vista attraverso gli occhi e le storie di chi aspetta che gli sia servito il pasto come l’unico momento che lo riporti a casa con le pietanze che ha potuto scegliere di mangiare ed un sorriso di chi gliele serve.
Dipendente in un ospedale, ma senza alcun diritto da lavoratore ospedaliero, dato che la ristorazione è affidata ad aziende esterne appaltatrici.
Io, madre, moglie assunta part time, su turni ,come la maggior parte di noi, consapevole di lasciare la famiglia durante le domeniche e i festivi ed abituata a spiegare ai propri bambini perchè la mamma il giorno di Natale non può sedere a tavola con loro”. Ma l’appalto dura 4 anni. E quando il momento della scadenza si avvicina, iniziano le ansie. “inizi a sperare che arrivi una proroga, poi arriva,ma forse è l’ultima ……veniamo messi “all’asta al miglior offerente”….arriva il nuovo “padrone” al quale devi dimostrare di non essere un numero,ma un individuo con una professionalità che quotidianamente in molti casi percorre diversi km per svolgere con dedizione il proprio lavoro, devi sperare che il numero dei pasti non diminuisca affinchè quelle poche certezze non ti vengano tolte”. La speranza di questa lavoratrice, come quella di tutti, è che chi ci governa, finalmente, uscendo da logiche nel merito nelle quali non voglio entrare e smettendola di nascondersi dietro finti alibi, ci restituisca la dignità, ci riconosca le tutele che a tutti i lavoratori andrebbero garantite e inizi a considerarci finalmente, dopo 25 anni, un patrimonio da non svalutare”.

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