SINDACATI: “CON IL NUOVO MOLO RIAVVIARE LA FILIERA PRODUTTIVA PORTUALE”

Le Segreterie Provinciali di CGIL, CISL e UIL, nel prendere atto dell’avvenuta consegna dell’ulteriore tratto di banchina (altri 600 mt), che si aggiunge ad un’altra porzione di pari lunghezza, esprimono il proprio apprezzamento per il rispetto dei tempi scanditi dal cronoprogramma di esecuzione dei lavori di infrastrutturazione del Molo Polisettoriale, oltre che grande soddisfazione per l’elevata qualità tecnologica degli interventi realizzati.
Gli stessi collocano il Porto di Taranto in posizione di assoluta leadership nei riguardi dell’area del Mediterraneo e non solo.
Rilevano, infatti, che, pur in fase di completamento delle altre imponenti opere (cassa di colmata, diga, snodi ferroviari e stradali), la progettualità esecutiva è stata pensata per un primo, immediato, utilizzo della banchina nella prospettiva di una pronta riapertura del Porto ai traffici mercantili, con il dichiarato obiettivo del pieno reimpiego delle maestranze ex TCT nel breve periodo.
A tal proposito, evidenziano, come nei giorni precedenti, sia stato individuata la figura dirigenziale che guiderà l’Agenzia per il lavoro portuale, per cui anche la piena operatività dell’apparato congetturato a protezione del lavoro è di, ormai, prossima realizzazione.
Allo stato, pertanto, sono state poste le necessarie premesse per riavviare la filiera produttiva commerciale che, negli intendimenti, deve riportare il lavoro a Taranto, ben oltre le vecchie dotazioni, con il chiaro intendimento di sviluppare un indotto finalmente significativo, anche e, soprattutto, dal punto di vista occupazionale.
In ulteriore sintesi, sottolineano come gli impegni assunti dal Governo, in particolar modo del Ministro Claudio De Vincenti, nei riguardi della Città seguano un timing rigoroso che comporta Il pieno impiego sia delle risorse specifiche che di quelle messe a disposizione dal CIS, declinando, in un’accezione di grande modernità, il concetto di trasporto intermodale sul territorio ionico.
Ad oggi, rimane ancora da esplicitare in maniera compiuta unicamente il riconoscimento della ZES, la cui competenza, è noto, rientra, dopo il decreto, nei compiti decisionali della Regione Puglia.
Pari rilievo, poi, ha assunto la sottoscrizione di due Protocolli in Prefettura, il primo, il 2 agosto scorso, sulla istituzione del distretto turistico ionico, mentre il secondo, siglato il giorno successivo, attiene alla legalità legata alle risorse del CIS.
Il protocollo del distretto turistico della Provincia di Taranto, firmato con la Regione Puglia, istituzioni territoriali, sindaci della provincia, parti sociali e associazioni, si propone di fare rete sul territorio, di rilanciare il turismo dell’intera area ionica, di creare un brand territoriale, superando le negatività accumulate in questi anni. Altri punti fermi dell’intesa sono: il dover accrescere positivamente l’attrattività, la competitività turistica, con il recupero strutturale, estetico ed architettonico dei borghi, delle bellezze paesaggistiche e dei beni culturali, guardando ad una attività turistica finalmente destagionalizzata. Questo protocollo rappresenta un ulteriore passo importante, che potrebbe essere a nostro avviso, il viatico giusto per infondere nuova fiducia negli operatori del settore, per investire, per generare economia sana, sviluppo e nuova occupazione.
Riferendoci invece al protocollo sulla legalità, ne sottolineano la rilevante portata culturale, in quanto il documento programmatico sottoscritto ribadisce convintamente l’utilità non solo dell’ inasprimento dei controlli sulle diverse forme di illegalità, ma ne propone una condivisione ampia (fatto assolutamente innovativo) con tutto il partenariato sociale per addivenire ad una rivisitazione piena di tutti i meccanismi regolativi del mercato del lavoro.
In tal modo, ribadiscono la centralità che assume il rispetto dei contratti di lavoro, le cui norme sono poste non solo a garanzia del lavoro e delle tutele piene dei lavoratori, ma anche quale antidoto per prevenire i fatti distorsivi (caporalato, lavoro nero, sotto salario), che gettano forte discredito sulle reale capacità di ripresa delle aree meridionali del Paese.
Con la sottoscrizione del Protocollo, si apre una fase decisiva per imprimere l’accelerazione a una nuova regolamentazione del mercato del lavoro territoriale, alle prese con i guasti di meccanismi incontrollati (gare al massimo ribasso, cambi di contratto incoerenti con le attività svolte).
Vi sono ora tutte le condizioni per il pieno utilizzo delle importanti risorse economiche messe a disposizione dai vari provvedimento del Governo e della Regione (per opere pubbliche, infrastrutture, bonifiche, formazione, ecc.), nel rispetto della legalità e, quindi, in un più solido rilancio dell’economia e dell’incremento occupazionale.

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