Martedì, 31 Marzo 2026

La Settimana Santa
di Taranto

I riti della Settimana Santa tarantina rappresentano da sempre un momento di incontro religioso e culturale fondamentale per la città.
È una delle tradizioni più antiche d’Italia. I Riti di fatto partono dalla Domenica delle Palme fino ad arrivare al Sabato Santo.
Settimana Santa, Marina Militare e comunità tarantina unite nei Riti del Giovedì Santo
Il 2 aprile i perdoni sosteranno in preghiera nella Cappella “Maria Immacolata” del Centro Ospedaliero...

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In sintesi, la Settimana Santa

Le domande più frequenti sui Riti a Taranto

Durante la Domenica delle Palme la Confraternita dell’Addolorata (processione del Giovedì notte e del Venerdi mattina) e l’Arciconfraternita del Carmine (processione del Venerdi sera e del Sabato mattina) si riuniscono in rispettive assemblee straordinarie per l’assegnazione (attraverso una Gara di offerte) dei sacri simboli da portare in processione.
Il primo appuntamento è quello del Giovedì Santo, con la processione dell’Addolorata che parte dalla Chiesa di San Domenico in Città Vecchia (23.30) terminando al pomeriggio del Venerdì Santo (15.00), rientrando dopo aver varcato il ponte girevole per due volte (andata e ritorno dal Borgo). Lo stesso Venerdì (17.00) inizia la Processione dei Misteri dalla Chiesa del Carmine, nel Borgo, che termina poi al Sabato con la suggestiva “bussata’’ sul portale della chiesa (7.30).
Le due processioni attraversano un percorso prestabilito dalle due confraternite tra la Città Vecchia e il Borgo.
La colonna sonora delle due processioni è interamente dedicata a storiche e tipiche marce funebri tarantine, caratterizzate da ritmi lenti e melodie solenni che accompagnano il passo ‘dondolante’ dei confratelli.
Sono i confratelli incapucciati che procedono lentamente o “nazzicando” (dondolando) per visitare i sepolcri o seguire i simboli delle relative processioni dei Riti, facendo atto di penitenza.
I Riti della Settimana Santa a Taranto risalgono alla dominazione spagnola del XVII-XVIII secolo, su iniziativa di don Diego Calò nel 1703
Durante la Domenica delle Palme la Confraternita dell’Addolorata (processione del Giovedì notte e del Venerdi mattina) e l’Arciconfraternita del Carmine (processione del Venerdi sera e del Sabato mattina) si riuniscono in rispettive assemblee straordinarie per l’assegnazione (attraverso una Gara di offerte) dei sacri simboli da portare in processione.
Il primo appuntamento è quello del Giovedì Santo, con la processione dell’Addolorata che parte dalla Chiesa di San Domenico in Città Vecchia (23.30) terminando al pomeriggio del Venerdì Santo (15.00), rientrando dopo aver varcato il ponte girevole per due volte (andata e ritorno dal Borgo). Lo stesso Venerdì (17.00) inizia la Processione dei Misteri dalla Chiesa del Carmine, nel Borgo, che termina poi al Sabato con la suggestiva “bussata’’ sul portale della chiesa (7.30).
Le due processioni attraversano un percorso prestabilito dalle due confraternite tra la Città Vecchia e il Borgo.
La colonna sonora delle due processioni è interamente dedicata a storiche e tipiche marce funebri tarantine, caratterizzate da ritmi lenti e melodie solenni che accompagnano il passo ‘dondolante’ dei confratelli.
Sono i confratelli incapucciati che procedono lentamente o “nazzicando” (dondolando) per visitare i sepolcri o seguire i simboli delle relative processioni dei Riti, facendo atto di penitenza.
I Riti della Settimana Santa a Taranto risalgono alla dominazione spagnola del XVII-XVIII secolo, su iniziativa di don Diego Calò nel 1703