Home Cronaca TANGENTI APPALTI MARINA: CHIESTO GIUDIZIO IMMEDIATO PER IMPRENDITORI ED UFFICIALI (FOTO)

TANGENTI APPALTI MARINA: CHIESTO GIUDIZIO IMMEDIATO PER IMPRENDITORI ED UFFICIALI (FOTO)

TANGENTI APPALTI MARINA: CHIESTO GIUDIZIO IMMEDIATO PER IMPRENDITORI ED UFFICIALI (FOTO)
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OPERAZIONE “BACKHANDER”. RICHIESTO IL GIUDIZIO IMMEDIATO PER 17 INDAGATI, IMPRENDITORI ED UFFICIALI DELLA MARINA MILITARE, 12 DEI QUALI IN STATO DI DETENZIONE.
“Un esempio di giustizia efficiente”. Così il Procuratore di Taranto Capristo ha commentato l’intera inchiesta sugli appalti truccati che ha visto coinvolti, tra gli altri, esponenti della Marina Militare ed imprenditori. Il Gip del tribunale ionico ha notificato il giudizio immediato, pertanto si andrà subito a processo, prima udienza il 5 maggio, dopo 172 giorni di indagini.
In conferenza stampa, nella nuova sede della polizia giudiziaria, anche il pm Maurizio Carbone, che ha disposto le indagini, ed il Sostituto Procuratore Argentino. A coordinare le operazioni la Guardia di Finanza, con il comandante provinciale Lucignano e il comandante del nucleo col.Turco. Per la Marina Militare, presente l’ammiraglio di squadra Eduardo Serra, comandante del comando marittimo Sud e il capitano di Fregata Esposito.
17 gli imputati dell’operazione “Backhander”, di cui 12 in stato di detenzione. 21 le imprese coinvolte, 10 imprenditori, per circa 200 appalti risultati pilotati. Profitti illeciti percepiti dalle persone coinvolte per 5 milioni e 460 mila euro.
I reati contestati vanno dall’associazione a delinquere, alla corruzione, alla turbativa d’asta, riguardante diversi imprenditori tarantini che per ottenere le commesse della Marina, avevano elargito tangenti a pubblici ufficiali.
A capo dell’organizzazione scoperta, come noto, il capitano di vascello Giovanni di Guardo, comandante di Maricommi. Nel mirino un suo incontro con Vincenzo Pastore, imprenditore ed ex sindaco di Roccaforzata, durante il quale sono state scambiate due buste contenenti 5 mila euro per aggiudicarsi un’asta pubblica.
Provvedimenti anche per il tenente di vascello Francesca Mola, all’epoca dei fatti responsabile dell’ufficio contratti. Coinvolti dalle indagini anche la compagna del capitano Di Guardo, un dipendente civile del Ministero della difesa, un luogotenente dei carabinieri, Paolo Cesari. Quest’ultimo imputato per rivelazione di segreti d’ufficio. Nell’inchiesta figurano anche i nomi di Massimo Conversano e Gerardo Grisi, entrambi in servizio al comando logistico della Marina Militare di Napoli, e un ispettore di polizia di Taranto, Fortunato Giunta.
Dunque ora si va subito a processo. “Un esempio di sinergia immediata tra istituzioni” hanno commentato i rappresentanti di forze dell’ordine, magistratura e Marina presenti all’incontro con i giornalisti.
di Fabrizio Cafaro