A TARANTO IL “FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL BUON AMBIENTE”?

L’idea e’del presidente del Consiglio Comunale di Taranto Piero Bitetti. Lo scopo è quello di consegnare all’opinione pubblica un’immagine diversa della città. Con il “Festival internazionale del buon ambiente”, sovvenzionato dall’Unione Europea, Taranto potrebve assumere i connotati della comunità che pone a sostegno delle tematiche ambientali. Ecco quanto afferma Piero Bitetti: “Il sistema industriale tarantino, oltre ad essere concausa dei danni ambientali e sanitari che tutti conosciamo, ha sicuramente contribuito a diffondere un’immagine non positiva dell’area ionica. I mezzi di informazione si occupano di fatti di rilevanza pubblica e dunque fanno sostanzialmente il loro mestiere. Non c’è dunque da stupirsi se per tanti, troppi anni, siamo finiti sulle copertine dei settimanali solo per i fumi e i veleni sprigionati dall’Ilva e dalle altre fabbriche operanti in riva allo Ionio; stesso discorso per gli approfondimenti e le inchieste dello stesso tenore realizzati dai canali televisivi nazionali e proposti ai telespettatori con grande e giustificata risonanza.
Eppure, è fatto noto, Taranto e la sua provincia hanno molto di cui andar fieri: storia, cultura, enogastronomia. Anche su questo fronte qualcosa si muove e alla retorica dilagante si sta cercando di porre riparo con interventi concreti e azioni mirate. Si è detto che il museo Martà può diventare il simbolo della rinascita, sempre che alle parole, appunto, si facciano seguire i fatti.
In quest’ottica, come fautore del Progetto Taranto, proporrò alla città, attraverso le forze sociali e politiche disponibili in tal senso a confrontarsi, la realizzazione di un evento internazionale da tenersi annualmente nella nostra terra. A puro scopo divulgativo lo chiamerei Festival Internazionale del Buon Ambiente, un nome che chiaramente potrà essere cambiato se saremo capaci, come spero, di individuarne uno più accattivante.
L’idea è che per cambiare verso e paradigma alla narrazione dilagante che ci vuole condannati all’emarginazione, dobbiamo trasformare i punti di debolezza in punti di forza. Sia chiaro: i progetti di ambientalizzazione e bonifica devono proseguire ed essere completati, il risarcimento alla comunità ionica, nelle varie forme di cui si discute, va compiuto senza ripensamenti di sorta. E tuttavia, dovendo immaginare un futuro diverso, capace, appunto, di valorizzare le migliori risorse di cui disponiamo, da quelle storiche e culturali a quelle naturalistiche, abbiamo il dovere di essere ambiziosi. Abbiamo quindi bisogno di misurarci con l’opportunità di creare un evento internazionale da tenersi annualmente a Taranto.
Organizzare un evento che possa attirare l’attenzione di migliaia di persone. Ecco l’idea di festival e non di convegno: due, tre giorni dedicati alle buone prassi ambientali, all’approfondimento scientifico ma anche alla condivisione di momenti di discussione con il coinvolgimento di studenti e opinion leader, di associazioni e rappresentanti di realtà urbane di altri Paesi che possono raccontare la loro esperienza; due, tre giorni per promuovere il nostro territorio, con visite guidate e una serie di eventi collaterali come presentazioni di libri, concerti, seminari.
Si dirà: ma chi potrebbe finanziare un progetto di questa portata? Innanzitutto l’Unione Europea e la Regione Puglia. Bruxelles non potrebbe rimanere sorda alla richiesta di una città che affronta una delle più gravi emergenze sanitarie e ambientali della storia contemporanea. Ci sono strumenti e risorse cui attingere ma serve compattezza istituzionale e una conoscenza approfondita dei meccanismi di funzionamento delle istituzioni comunitarie. Esattamente ciò che è mancato finora.
D’altro canto la Regione Puglia, che per bocca del suo presidente continua a ripetere che vuole aiutare Taranto, avrebbe l’ennesima occasione di dimostrare con i fatti, di stare dalla parte dei tarantini. Del resto, è noto il sostegno della massima istituzione politica regionale ad altri prestigiosi eventi che si tengono ogni anno in Puglia. Potrebbero il presidente Emiliano, i suoi assessori e i consiglieri regionali tutti, negare un altrettanto tangibile supporto alla città di Taranto? Credo proprio di no.

Presidente del Consiglio comunale di Taranto e consigliere provinciale
Piero Bitetti”

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