DOPO IL TAVOLO CIS IL PUNTO DI EMILIANO SU TARANTO

“Taranto una cosa non può sopportare più – ha detto Michele Emiliano – il fatto di non chiudere le vicende rimaste aperte. Taranto vuole vedere che le cose partono, hanno un inizio e una conclusione. Se riusciremo a dare loro questa soddisfazione vedrete che l’antica città spartana collaborerà alla ripresa economica dell’Italia. Perché Taranto, in forze, è una città fondamentale per la ripresa economica del Paese”.

“La Regione Puglia e non solo la mia Amministrazione – ha aggiunto il presidente Emiliano – ha investito molte energie su questo tavolo. Ha messo a disposizione nel tempo 850 milioni di euro, in parte già spesi. Si dovrebbe arrivare a occhio al miliardo e 300mila euro. Abbiamo un ruolo molto rilevante, lo stiamo svolgendo con tutta l’umiltà possibile, cercando di creare meno problemi, senza mettere al centro egoismi o voglia di apparire. Abbiamo accettato un fortissimo ridimensionamento del ruolo della Regione nella composizione del CIS negli anni perché evidentemente si è ritenuto che la presenza regionale fosse eccessiva, ma anche questo per noi non è un problema. Stiamo cercando soprattutto di fare in modo che il CIS si coordini con tutte le questioni più importanti che riguardano l’area metropolitana di Taranto e quindi ci siamo messi a disposizione del sindaco di Taranto, che in questo momento costituisce il riferimento fondamentale di una comunità, ma anche di tutti gli altri sindaci e del Presidente della Provincia per attuare una visione di area vasta. Perché è evidente che Taranto può realizzare la sua funzione di seconda città più importante della Puglia, non solo dal punto di vista del numero di abitanti. Dal punto di vista anche solo infrastrutturale, Taranto ha un insieme formidabile che non ha pari, direi, in quasi nessuna città italiana: connessione ferroviaria, autostradale, aeroporto cargo con la pista più lunga che esista in Italia e il porto che ha delle caratteristiche che, se liberato dal carbone dell’Ilva, che occupa tre moli su cinque, potrebbe trasformare Taranto nel retroporto dell’Italia, non solo del Mezzogiorno.

Il suo posizionamento geografico è di fondamentale importanza. La Regione Puglia si è prodigata per trovare società idonee alla gestione del porto, stiamo dando tutto il supporto al ministro Paola De Micheli per quanto riguarda il suo potenziamento. Quando il sindaco ci ha chiesto di dare una mano per convincere l’università di Bari ad investire nella Facoltà di Medicina ci siamo messi a disposizione. Assieme al dott. Arcuri, che oggi vedo e saluto in altra veste, stiamo realizzando uno dei più importanti ospedali della Puglia. Si è distinto nella lotta al Covid pur essendo un ospedale no Covid il Santissima Annunziata che ha avuto un compito straordinario che ha gestito con enorme attenzione. E l’università di Bari, assieme al Santissima Annunziata, conferirà alla nuova struttura ospedaliera il patrimonio che diventerà punto di riferimento di tutta l’area, non solo della Puglia.

Noi ci auguriamo che i Giochi del Mediterraneo ai quali stiamo lavorando tutti insieme, possano essere quel momento di piccola o grande soddisfazione della città che la ricollochi nella sua originaria posizione nel Mediterraneo.

Taranto può essere la città strategicamente più importante dell’Unione europea nell’area sud-est del Mediterraneo”.

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