TENTANO DI FAR ENTRARE TELEFONI E DROGA IN CARCERE CON UN DRONE

Casa Circondariale di Taranto – tentata consegna di telefoni e droga mediante un drone.
Ieri sera verso le ore 21,45, è stata tentata la consegna ai detenuti ristretti
presso la Casa Circondariale di Taranto di due microtelefoni cellulari completi
di cavetto di ricarica usb e di un quantitativo di sostanza stupefacente
attraverso un drone telecomandato. Il drone, probabilmente in un primo
momento non individuabile a causa della mancanza di illuminazione della
cinta esterna dell’istituto, era forse diretto verso la sezione di alta sicurezza
dell’istituto, e per il forte vento ha sbattuto sulle mura del carcere
consentendone la rilevazione da parte del personale di Polizia Penitenziaria
addetto alla sorveglianza.
A dare la notizia è l’O.S.A.P.P. – (Organizzazione Sindacale Autonoma
Polizia Penitenziaria) per voce del Segretario Generale Leo Beneduci che
prosegue :
“come sempre, in fatto di tecnologia, la criminalità organizzata è al passo
con i tempi a differenza dell’Amministrazione Penitenziaria che per problemi
di disorganizzazione e di disattenzione costringe la Polizia Penitenziaria a
mantenere a livelli del secolo scorso sia le proprie dotazioni in ausilio del
servizio e sia il proprio bagaglio di aggiornamento professionale.
In tal senso, indica ancora il sindacalista se devono salutarsi con favore le
1240 assunzioni straordinarie per la Polizia Penitenziaria previste nella
prossima manovra finanziaria, sempre che la stessa sia mantenuta, non
possono che continuare a destare perplessità la pressoché assoluta
mancanza di uniformi del Corpo, la pericolosa vetustà dei mezzi di trasporto e
l’altrettanto dannosa assenza di strumenti per prevenire le aggressioni in
danno del personale quali ed anche gli spray al peperoncino o i taser.
L’auspicio, ancora una volta, – conclude Beneduci – è che l’esecutivo si renda
conto che gran parte della sicurezza della collettività si costruisce attraverso
una oculata gestione del carcere che necessariamente passa attraverso la
rivalutazione del ruolo e dell’organizzazione del Corpo di Polizia Penitenziaria
quale unico Corpo di Polizia dello Stato addetto contemporaneamente a
funzioni preventivo-repressivo del crimine e per la risocializzazione dei
detenuti ”.

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