Home Cronaca TRAGICO SCHERZO, C’E’ L’ASSOLUZIONE

TRAGICO SCHERZO, C’E’ L’ASSOLUZIONE

TRAGICO SCHERZO, C’E’ L’ASSOLUZIONE
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Uno scherzo finito male ma che non costituisce reato. Come cita l’odierna edizione della Gazzetta del Mezzogiorno, la Corte d’Appello di Taranto, su ricordo dell’avvocato Mario Malcangi, ha assolto il sottufficiale dei Carabinieri che il 6 aprile del 2014 fu condannato a 2 anni e 2 mesi di reclusione per la morte del 19enne William Perrone.
I fatti risalgono alla fine di agosto del 2011 quando Perrone aveva organizzato una finta rapina ma non avevano fatto i conti con una pattuglia di Carabinieri, in servizio, che sopraggiungeva nella zona dove è accaduto il tragico incidente. Infatti uno dei due militari, notando quello che pareva un vero e proprio agguato, osservando una riproduzione di una pistola Beretta, difficile da carpire al buio, sparo al giovane alla gola e al torace uccidendolo.
Al termine delle indagini il Pm, Patrizia Todisco, disposte l’imputazione coatta per omicidio colposo. L’avvocato Marangi ha sostenuto che l’autovettura militare procedeva a fari accesi e, dopo aver verificato “la presenza in loco di segni in equivoci di un’incipiente azione criminosa”, vista la presenza di un uomo con la pistola puntata all’altezza del conducente dell’autovettura militare e, inoltre, in quei terribili attimi di pericolo, l’unica reazione possibile era “quella di difendersi sparando all’indirizzo di William Perrone”. Tale tesi ha convinto la corte d’appello che ha assolto, perchè il fatto non costituisce reato, il sottufficiale precedentemente incriminato.