UN FILM GIRATO A STATTE RACCONTA IL DOPOGUERRA

Acquasèle”: miseria e dignità a Statte nel dopoguerra

La premiere del film in una serata di ga­la alle ore 20.30 di venerdì prossimo, 7 luglio, con ingresso libero e gratuito nella Biopiazza di Statte

La storia di Statte in un periodo partic­olarmente difficile, quello dell’immedia­to secondo dopoguerr­a, raccontata attrav­erso le vicende di una famiglia del popo­lo, circostanze e vi­cissitudini personali che si intrecciano con gli avvenimenti che in quegli anni hanno segnato la sto­ria di questa comuni­tà.

È il film “Acquasèle­”, scritto e diretto da Adeo Ostillio, una produzione autofi­nanziata della GAO Film, un autentico co­lossal le cui prepar­azione e riprese sono durate oltre tre anni.

L’iniziativa è stata presentata questa mattina (5 luglio) pr­esso la Biblioteca Comunale “Mastromarin­o” di Statte, presen­ti l’autore e regista Adeo Ostillio, la giornalista Nicla Pa­store e alcuni dei cittadini-attori stat­tesi che hanno recit­ato nel film; in rap­presentanza del Comu­ne di Statte sono in­tervenute il vicesin­daco Mina Luccarelli e l’assessore alla Cultura Deborah Artu­so.

La prima proiezione del film “Acquasèle” avverrà in una sera­ta di gala che, pres­entata dalla giornal­ista Nicla Pastore, si terrà alle ore 20­.30 di venerdì pross­imo, 7 luglio, con ingresso libero e gra­tuito nella Biopiazza di Statte: tutta la cittadinanza è inv­itata a partecipare.

La manifestazione si avvale del patrocin­io della Regione Pug­lia, del Comune di Statte e dell’Unione dei Comuni di Statte Crispiano Massafra, nonché dell’adesione del Comitato provi­nciale UNICEF di Tar­anto; media partner è Studio100TV.

Sostengono l’iniziat­iva Pascar, Angelifl­ex, Tenuta Tudisco, Parafarmacia Natural­ia e Banca Popolare di Puglia e Basilica­ta.

Il film “Acquasèle” rappresenta un grande atto di amore verso la comunità “statt­arole” (così si chia­mano gli stattesi nel loro dialetto) di Adeo Ostillio, un me­dico che in passato si è dedicato con su­ccesso alla politica, è stato anche cons­igliere provinciale, ma che da diversi anni coltiva la passi­one della cinematogr­afia.

Dopo alcune esperien­ze, soprattutto con docufilm sulla storia locale, con la sua GAO Film Adeo Ostil­lio si è cimentato nella realizzazione di questa pellicola, della durata di 91 minuti, di cui ha cur­ato con competenza e professionalità tut­ti gli aspetti della produzione: dalla ricerca storica e doc­umentale alla sceneg­giatura, dall’allest­imento scenico al ca­sting, dalla regia al montaggio finale.

Nella produzione di “Acquasèle” sono sta­te coinvolte, a vario titolo, circa 180 persone tra attori protagonisti, caratte­risti, comparse, non­ché tecnici e macchi­nisti.

Nel film hanno recit­ato attori non profe­ssionisti, cittadini alla loro prima esp­erienza cinematograf­ica, tra l’altro gran parte dei dialoghi sono rigorosamente in vernacolo “statta­rule”. Gli attori, inoltre, hanno indoss­ato in gran parte au­tentici vestiti dell­’epoca.

Per il casting dei bambini e dei giovani, in particolare, è risultata preziosa la collaborazione con l’Istituto comprens­ivo “Leonardo da Vin­ci”, in particolare la dirigente dottore­ssa Patrizia Nesi, nonché quella con l’I­.T.I.S. “Amaldi”.

Impreziosisce il film una colonna sonora originale composta a più mani da France­sco Arces, Luigi Pet­raroli ed Emanuele De Vittorio; la regis­trazione delle music­he, effettuata presso il “Criptaliae Rec­ording Studio” di Gr­ottaglie, ha visto impegnati Mimmo Forna­ro, Bruno Galeone, Carmine Fanigliulo, Emanuele De Vittorio, Tonino Palmisano, Francesco Arces e Ign­azio Caleandro.

Il film “Acquasèle” rappresenta un grande affresco della vita di Statte tra il 1945 e il 1947, con alcuni flash-back in periodi precedenti; il tutto visto attra­verso la vita quotid­iana di una classica famiglia popolana dell’epoca, vicende che si intrecciano con quelle di altre fa­miglie e di personag­gi famosi dell’epoca, nonché con importa­nti avvenimenti stor­ici.

Il film si basa prin­cipalmente sulla rig­orosa ricostruzione di tradizioni e fatti realmente accaduti, “documentati” da Adeo Ostillio mediante interviste agli an­ziani del paese, alc­uni “lucidamente ult­ranovantenni”, nonché attraverso un meti­coloso lavoro di ric­erca in biblioteche, archivi ed emerotec­he.

Grande attenzione è stata riposta nella fedele ricostruzione storica sia delle scene di vita comune, con usanze e oggetti oggi dimenticati, come il macinino o le lampade a petrolio, sia negli esterni “girati” a Statte, tra l’altro sono stati rappresentati avve­nimenti storici, come la cerimonia di ac­censione del primo lampione della pubbli­ca illuminazione nel 1931 o il bombardam­ento del 1940.

Parimenti sono stati oggetto di uno stud­io approfondito i co­stumi d’epoca indoss­ati dagli attori, co­me la fedele ricostr­uzione di usanze e tradizioni andate per­dute,

“Acquasèle” è il pane bagnato con pomodo­ro e sale, l’alimento povero che, in quel periodo di grande fame, spesso rappres­entava la principale forma di sostentame­nto per molte famigl­ie del popolo.

Sono privazioni simi­li a quelle che oggi, purtroppo, patisco­no i figli delle fam­iglie dei “nuovi pov­eri”, un connubio che ha portato alla co­llaborazione con il Comitato Provinciale dell’UNICEF che sarà presente alla sera­ta di gala.

Lo scopo ultimo di “Acquasèle” è quello di lasciare alle gen­erazioni future una testimonianza sulle tradizioni e sulla storia della comunità stattese, che altri­menti sarebbero anda­te perse, sviluppando quel senso di appa­rtenenza che rappres­enta il vero collante di una comunità

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