Home Cronaca UN GIUDICE DI “MANI PULITE” A TARANTO: “IN ITALIA CI VUOLE CORAGGIO PER ESSERE ONESTI” (FOTO)

UN GIUDICE DI “MANI PULITE” A TARANTO: “IN ITALIA CI VUOLE CORAGGIO PER ESSERE ONESTI” (FOTO)

UN GIUDICE DI “MANI PULITE” A TARANTO: “IN ITALIA CI VUOLE CORAGGIO PER ESSERE ONESTI” (FOTO)
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“Viviamo in un Paese in cui ci vuole coraggio ad essere onesti. Per me dovrebbe essere il contrario: bisogna avere coraggio per fare il delinquente”. Così il giudice Piercamillo Davigo, a Taranto, è intervenuto durante il seminario su “Trasparenza e anticorruzione” organizzato dall’Asl nella sede del dipartimento jonico dell’Università di Bari.

Il presidente della II Sezione Penale presso la Cassazione e giudice del pool “Mani pulite” ha catturato l’attenzione del numeroso pubblico parlando della sua carriera, dell’inchiesta degli anni “90 sulle mazzette in Italia, presentando esempi concreti ed assolutamente attuali.

Parlando proprio di corruzione nella pubblica amministrazione, Davigo ha spiegato che “Paradossalmente chi si vende per poco ha una moralità ancora più bassa di chi si vende per una somma elevata. Chi tradisce la fiducia collettiva, come un funzionario pubblico, se lo fa per pochi soldi vuol dire che ha una moralità quasi inesistente”. Poi il capitolo legato all’emersione dei fenomeni criminali negli uffici pubblici, soprattutto in tema di assegnazione degli appalti: “In Italia se qualcuno dei piani alti sbaglia, non lo licenziano – ha commentato Davigo –  Al massimo gli cambiano posto. E questo è un messaggio sbagliatissimo, perché sembra che in questo Paese per fare carriere bisogna essere un delinquente. 

Il magistrato ha poi raccontato una serie di annedoti, tra questi uno legato ad un’inchiesta del 1992 su appalti truccati da parte di un’azienda a partecipazione statale. “Durante un interrogatorio, ho ascoltato un manager indagato, il quale mi ha detto che il sistema delle mazzette era collaudato da oltre 20 anni. Era il 1992”.

Alla luce anche di questa realtà, “Chi dice che in Italia si abusa di custodia cautelare, secondo me deve essere sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio” ha poi commentato in maniera amara, spiegando il concetto di cifra nera. Si tratta del rapporto tra delitti commessi e delitti denunciati. In Italia la corruzione ha la cifra nera al 100%, vale a dire che “Non viene denunciata mai”.

Il magistrato ha poi commentato le gravi mancanze della politica italiana: “La criminalità dei colletti bianchi è molto più pericolosa e fa molte più vittime della criminalità di strada, quella degli scippatori per intenderci. E invece la politica italiana continua a dire che abbiamo un problema di criminalità di strada. Non è così. Per anni la politica in Italia non ha contrastato la corruzione – ha concluso Piercamillo Davigo – ma ha ostacolato chi cercava di contrastarla”.

Il convegno, moderato dal giornalista Mimmo Mazza, ha visto gli interventi anche del dott.Corradini dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, del dott.Rossi della Asl di Taranto e del rettore Uricchio dell’Università di Bari.
Di Fabrizio Cafaro