VENDITE PROMOZIONALI ABUSIVE, CONFCOMMERCIO CHIEDE CONTROLLI

Articoli di vario genere, ma soprattutto abbigliamento, calzature e accessori scontati sino al 50%, già in queste settimane di dicembre.
E’ quanto scrive Confcommercio in una nota inviata alle redazioni giornalistiche.
Tempi duri per i negozi del settore abbigliamento e non solo a causa delle vendite on line sempre più in salita. Tra abusivismo e vendita di merci contraffatte, saldi anticipati, ribassi, black friday prolungati, whatsApp e messaggi per la clientela, promozioni permanenti il commercio al dettaglio nel settore della moda vive una doppia concorrenza, dentro e fuori casa. La normativa regionale, prosegue il comunicato dell’associazione dei commercianti tarantina, detta tempi e modi (Legge regionale n.24 del 2015 Codice del Commercio e successive modifiche)- di effettuare vendite promozionali in tutto il periodo di dicembre e nei quindici giorni antecedenti l’inizio dei saldi (art.5 comma3 del Reg. Regionale n.10 del 2010).

“Intanto proprio in queste settimane di dicembre, importantissime e in taluni casi risolutive per le attività del commercio, pervengono in Associazione – afferma MARIO RAFFO, presidente provinciale di Federmoda- numerose segnalazioni di attività commerciali nel settore abbigliamento e pelletteria che operano nelle vie del commercio e nelle gallerie commerciali, in particolare del capoluogo, che stanno effettuando grossi sconti. Un comportamento che sfida le regole della concorrenza leale e che induce il consumatore a diffidare dei veri saldi che dovrebbero rappresentare invece – dopo le festività- il momento reale in cui la merce in giacenza viene posta in vendita a prezzi scontati. Non è detto infatti che le vendite promozionali siano realmente tali e che offrano merce a prezzi veramente ribassati. Spesso si tratta del classico specchietto per le allodole. Purtroppo, il tutto avviene alla luce del sole: affissioni stradali, campagne di comunicazione on e off line, volantinaggio, in un clima di tolleranza se non addirittura indifferenza che incoraggia questi comportamenti illegali e che induce ad osare sempre più. Viviamo in un contesto dove si ha la sensazione che sia possibile fare tutto, tanto nessuno controlla, soprattutto se sei illegale”

Federmoda ha segnalato la problematica alla Amministrazione comunale di Taranto -attraverso una nota all’indirizzo del comandante dei Vigili urbani, Michele Matichecchia, e dell’assessore alle Attività produttive, Valentina Tilgher- chiedendo i dovuti controlli affinché vi sia un maggiore rispetto della legge regionale.

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