118 Taranto, tre anni dopo: più diritti ma restano le criticità
Laliscia (USB): “Internalizzazione svolta storica, ora servono assunzioni e investimenti”
Oltre 380 lavoratrici e lavoratori internalizzati nel 118: “Prima di loro, numerosi ausiliari, addetti alle pulizie, impiegati amministrativi, operatori cup e informatici. decine di postazioni 118 sul territorio. migliaia di interventi ogni mese. la più grande operazione di stabilizzazione nel settore sanitario pugliese degli ultimi dieci anni”.
L’internalizzazione – dice l’Usb – era il punto di partenza, non di arrivo. A luglio 2024 il dibattito si è spostato sulla carenza di organico: le sfide estive, l’aumento della popolazione turistica, i picchi di accesso al pronto soccorso dimostrano che servono nuove assunzioni. Le organizzazioni sindacali continuano a segnalare la necessità di potenziare le dotazioni organiche, rinnovare il parco mezzi, garantire sedi dignitose, riconoscere l’usura e il rischio di una professione che non conosce feste né notte.
“Non è un caso che l’internalizzazione del S.e.t. 118 sia partita il 1° maggio. è la festa del lavoro. e il 118 internalizzato è la dimostrazione che quando il pubblico investe, il lavoro diventa stabile e il servizio diventa migliore. Il processo ha trasformato il modello organizzativo: dalla frammentazione degli appalti alla responsabilità diretta della asl. dalla logica del massimo ribasso alla logica della tutela della salute. A tre anni di distanza, rivendichiamo quella scelta come la migliore possibile. ma rivendichiamo anche il diritto di andare avanti: più personale, più mezzi, più sicurezza per chi soccorre e per chi viene soccorso. Sanitaservice non è una società come le altre. è lo strumento con cui il servizio sanitario pubblico ha scelto di riscattare centinaia di lavoratori dagli appalti selvaggi. è un bene comune. e come tale va difeso, rafforzato, preservato da ogni tentativo di svuotamento o ritorno al passato”.


