A Taranto in carcere senza letti e materassi: la denuncia del Sappe
Sempre più difficile la situazione nel carcere di Taranto: sono 830 i detenuti presenti, a fronte di 350 posti, quasi introvabili letti e materassi e mancano 200 poliziotti. La denuncia arriva dal Sappe, sindacato autonomo polizia penitenziaria.
«Se il sovraffollamento nazionale in media è circa il 130% – si legge in una nota del Sappe – la Puglia supera il 170% con punte come Foggia e Taranto del 220%. Questa dissennata politica del DAP per cui il SAPPE, sindacato autonomo polizia penitenziaria ha sporto denuncia alla Corte dei conti per grave danno erariale, costringe lo Stato Italiano a risarcire i detenuti con milioni di euro, per non aver garantito uno spazio minimo di tre metri (calpestabili). Infatti ogni detenuto a cui non viene garantito questo spazio viene risarcito con uno sconto di pena, oppure con circa 8 euro al giorno; per cui solo a Taranto l’esborso potrebbe essere di almeno 4000 euro (per difetto); se poi si calcolano tutte le carceri pugliesi la cifra potrebbe salire a 16000 euro per un totale annuale di quasi 6 milioni di euro a spese dei cittadini. Nonostante ciò, mentre ci sono regioni con problemi minimi di sovraffollamento, si continua a riempire il carcere di Taranto e quelli pugliesi come scatole di sardine peraltro con tanti detenuti pericolosi difficili da controllare che, hanno compiuto atti di violenza nei confronti di poliziotti ed altri detenuti, senza dimenticare i tantissimi detenuti con problemi psichiatrici che non curati adeguatamente alzano la tensione a livelli mai raggiunti. Ci dicono che a Taranto (come già accaduto a Foggia, Lecce,Trani, Bari, Brindisi) letti, coperte ed altro siano terminati, per cui se si continua così i detenuti dormiranno per terra. Possibile che ciò avvenga senza l’indignazione di nessuno? Come si può garantire dignità ed un cammino di reinserimento alla maggior parte dei detenuti presenti , se ogni parametro è saltato e si negano i diritti minimi sanciti dalla carta costituzionale? E’ possibile che i “cattivi” della polizia penitenziaria che sono costretti a lavorare in condizioni indicibili a causa della grave carenza degli organici , siano rimasti gli unici a difesa dei detenuti nel denunciare con forza questa situazione di estremo disagio che si vive nei nostri penitenziari?»
Il Sappe punta il dito anche su politica, associazionismo e garanti dei detenuti che, a detta del sindacato «non esercitano la loro forza affinché qualcosa cambi. Il destino del carcere tarantino se non ci saranno interventi urgenti, è quello di affondare nonostante la professionalità, il coraggio, la serietà di tutto il reparto della polizia penitenziaria»

