Omicidio Sako: minori collocati in Istituto penale, fermo non convalidato
Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i Minorenni di Taranto, Paola Morelli, ha disposto la custodia cautelare presso l’Istituto Penale Minorile per i minorenni coinvolti nell’inchiesta sull’omicidio di Bakari Sako, pur non convalidando il fermo inizialmente eseguito dal Pubblico Ministero ed escludendo l’aggravante dei futili motivi.
La decisione del giudice si fonda su una valutazione tecnica: secondo l’ordinanza, non sarebbe stato ravvisato un concreto pericolo di fuga, elemento indispensabile per la convalida del fermo di polizia giudiziaria. Per questo motivo il provvedimento restrittivo originario non è stato confermato.
Tuttavia, il GIP ha ritenuto pienamente sussistenti sia i gravi indizi di colpevolezza sia le esigenze cautelari nei confronti dei giovani indagati. Da qui la scelta di applicare una misura cautelare differente, ritenuta adeguata alla natura del procedimento minorile.
L’ordinanza evidenzia la sproporzione dell’aggressione e sottolinea come il comportamento dei minori dimostrerebbe una preoccupante incapacità di autocontrollo. Elementi che, secondo il giudice, rendono concreto il rischio di reiterazione di reati violenti
Particolare rilievo viene attribuito anche al contesto sociale in cui i fatti sarebbero maturati, definito caratterizzato da “illegalità diffusa” e degrado ambientale.
Tra le ragioni che hanno portato all’applicazione della misura cautelare, il GIP indica soprattutto il pericolo di recidiva. I giovani, secondo l’ordinanza, potrebbero essere nuovamente coinvolti in episodi violenti se lasciati nel medesimo contesto territoriale e relazionale.
L’inchiesta, intanto, prosegue sul piano medico-legale. L’ordinanza sottolinea la necessità di effettuare l’esame autoptico e ulteriori accertamenti tecnici per chiarire con precisione le cause della morte di Bakari Sako.

