Mercoledì, 19 Agosto 2026

Ginosa, sì all’impianto: esplode la protesta

«Taranto ha già dato abbastanza». È un no senza appello quello del Coordinamento Jonico Tematico Rifiuti al progetto Ecologistic di Ginosa, dopo il giudizio positivo di compatibilità ambientale arrivato dal Consiglio dei Ministri.
Al centro del progetto c’è anche una centrale termoelettrica alimentata dalla frazione plastica non recuperabile. Una scelta che, secondo il Coordinamento, passa sopra il parere negativo espresso nell’ottobre del 2025 dalla Direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Ministero della Cultura.
Quel documento aveva segnalato pesanti criticità, parlando di trasformazione del paesaggio e frammentazione di un’area agricola tutelata dal Piano paesaggistico regionale.
Da qui l’accusa: ancora una volta la provincia di Taranto viene scelta per ospitare impianti ad alto impatto, dopo decenni di sacrifici ambientali e sanitari.
Il Coordinamento richiama anche le direttive europee, che indicano una strada precisa: prima prevenire, poi riutilizzare e riciclare. Solo alla fine recuperare energia. Bruciare rifiuti, secondo il comitato, non è transizione ecologica, ma il fallimento delle politiche di riduzione e prevenzione.
Nel mirino finisce anche la politica. Dove sono, si chiede il Coordinamento, i consiglieri provinciali e regionali e i parlamentari eletti nel territorio ionico?
Il coordinatore Francesco Quarto annuncia battaglia in tutte le sedi istituzionali e giudiziarie.
Il messaggio è chiaro: la provincia di Taranto non può continuare a diventare la destinazione finale degli impianti che altri territori non vogliono.