TARI più cara, opposizioni all’attacco
Una nuova stangata potrebbe abbattersi sulle famiglie e sulle imprese tarantine. L’annunciato aumento della TARI, stimato tra il 6 e l’8 per cento, accende lo scontro politico e istituzionale sulla gestione del servizio rifiuti.
A puntare il dito contro l’Amministrazione comunale sono Fratelli d’Italia, Movimento 5 Stelle e Casartigiani Taranto, che contestano il rincaro e chiedono maggiore trasparenza sui conti di Kyma Ambiente.
Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Giampaolo Vietri, parla di un aumento ormai ricorrente che finirà per pesare sui contribuenti senza, sostiene, un corrispondente miglioramento della raccolta e della pulizia della città.
Nel mirino anche la soppressione dell’esenzione TARI per gli studenti universitari fuori sede, una decisione ritenuta penalizzante per le famiglie che già sostengono i costi degli studi.
Secondo Vietri, l’Amministrazione Bitetti starebbe scegliendo la strada dell’aumento della pressione fiscale anziché intervenire sull’efficienza del servizio e sul risanamento della partecipata. Fratelli d’Italia ha quindi chiesto un Consiglio comunale monotematico su Kyma Ambiente, per fare chiarezza sui costi, sulla gestione delle risorse e sulle possibili agevolazioni.
Duro anche il Movimento 5 Stelle. Il consigliere Gregorio Stano definisce il rincaro «l’ennesima stangata ingiustificata» e contesta un costo complessivo del servizio salito a quasi 55 milioni di euro, senza risultati adeguati per cittadini e attività economiche.
I pentastellati denunciano inoltre l’assenza di confronto con opposizioni e cittadinanza e annunciano battaglia in Consiglio comunale per chiedere una revisione dei costi.
La protesta arriva anche dal mondo produttivo. Casartigiani Taranto giudica profondamente sbagliato il metodo seguito, sottolineando di aver appreso dell’aumento attraverso la stampa e senza alcun confronto preventivo con le associazioni di categoria.
Il segretario provinciale Stefano Castronuovo ricorda che artigiani e piccole imprese devono già affrontare il caro utenze, l’aumento delle materie prime e del costo del lavoro.
«Le imprese non possono essere considerate un bancomat», afferma Castronuovo.
La richiesta comune è chiara: prima di aumentare ancora le tasse, il Comune spieghi i costi, migliori il servizio e rimetta in ordine Kyma Ambiente.


