Diga del Pappadai, collaudo all’ultima fase: superato l’80% del livello necessario
Il confronto coinvolge la Regione Basilicata, Acque del Sud, il Consorzio di Bonifica Centro Sud Puglia e l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale
Dopo decenni di attesa, la diga del Pappadai si avvicina al traguardo del collaudo. L’invaso ha infatti superato l’80 per cento del livello necessario e la Regione Puglia è al lavoro per completare l’ultima fase e consentire finalmente l’entrata in funzione dell’infrastruttura.
A fare il punto è l’assessore regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale, Francesco Paolicelli, intervenuto dopo la sollecitazione di Coldiretti Puglia.
Il confronto coinvolge la Regione Basilicata, Acque del Sud, il Consorzio di Bonifica Centro Sud Puglia e l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale.
Il percorso prevede il trasferimento verso il Pappadai delle risorse idriche che non possono essere accumulate nella diga di Monte Cotugno. L’operazione, già autorizzata, era stata temporaneamente sospesa per consentire l’alleggerimento dell’invaso lucano.
Conclusa questa fase, il Consorzio di Bonifica ha chiesto di riattivare il vettoriamento. Restano ora da definire i volumi trasferibili, tenendo conto delle condizioni idrologiche e delle esigenze di gestione di Monte Cotugno.
Paolicelli rassicura il comparto agricolo: il dossier non è stato lasciato in secondo piano e la Regione sta seguendo quotidianamente l’iter tecnico e amministrativo.
L’obiettivo è mettere finalmente il Pappadai al servizio della Puglia e delle imprese agricole, rafforzando un sistema chiamato ad affrontare siccità sempre più frequenti e gli effetti dei cambiamenti climatici.


