Martedì, 08 Settembre 2026

Liste d’attesa, la Regione Puglia approva la Fase 2 del piano: 20 milioni per recuperare le prestazioni

Liste d’attesa, la Regione Puglia approva la Fase 2 del piano: 20 milioni per recuperare le prestazioni

La Giunta regionale pugliese ha approvato la delibera che avvia la Fase 2 del Piano sperimentale per l’abbattimento delle liste d’attesa, dando seguito al percorso avviato a gennaio 2026. L’obiettivo è recuperare le prestazioni oltre i tempi previsti, con particolare attenzione alle classi di priorità più urgenti.

La prima fase, conclusa il 30 giugno, ha prodotto risultati superiori alle attese: 231.435 cittadini sono stati richiamati attraverso il sistema di recall e 157.176 prestazioni sono state recuperate, oltre il target iniziale di 124.320. Il richiamo ha inoltre permesso di eliminare dalle liste appuntamenti duplicati, già effettuati o non più necessari.

Con la nuova delibera, la Regione recepisce il Piano nazionale di governo delle liste d’attesa 2026-2028 e stabilisce le nuove regole valide fino al 31 dicembre. Tra le misure previste, la distinzione tra primo accesso e visite successive, la conferma dei tempi massimi per le diverse classi di priorità e l’introduzione di percorsi di tutela per i cittadini quando l’offerta territoriale non consente di rispettare le scadenze.

Le aziende sanitarie dovranno presentare entro il 14 settembre i propri piani di recupero, rafforzando il recall, riducendo i cosiddetti “no show” e intervenendo sulle prestazioni più critiche. Previsti anche controlli sull’appropriatezza delle prescrizioni e un maggiore coinvolgimento degli specialisti nella gestione dei pazienti cronici, oncologici e fragili.

Particolare attenzione sarà dedicata anche all’organizzazione dell’offerta, con l’obiettivo di utilizzare meglio sale operatorie, personale, strutture e tecnologie disponibili e di potenziare i percorsi territoriali.

Per sostenere le prestazioni aggiuntive sono stati stanziati 20 milioni di euro, da utilizzare entro la fine del 2026 e ripartiti tra le province in base alla popolazione. La Regione punta così non solo a ridurre l’arretrato, ma anche a rivedere l’organizzazione delle aziende sanitarie sulla base della domanda reale, migliorando l’utilizzo delle risorse e la programmazione futura del personale.