Guerra Iran-Usa-Israele, raid e missili. Trump: “Distrutto il quartier generale dei Pasdaran”. L’Italia tra diplomazia e tutela dei connazionali
Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran si è intensificato ulteriormente con raid massicci su obiettivi iraniani e lanci di missili da parte di Teheran verso Israele e Paesi del Golfo. Washington rivendica di aver “distrutto il quartier generale delle Guardie Rivoluzionarie”, mentre la tensione globale spinge i mercati energetici e blocca i trasporti aerei. L’Italia segue la crisi da vicino, tra contatti con leader internazionali, tutela dei connazionali e posizioni di governo in continuo aggiornamento.
Secondo il Comando centrale americano (Centcom), oltre mille obiettivi iraniani sono stati colpiti nell’operazione “Epic Fury”, con bombardieri B-2, caccia F-22 e F-35 contro siti missilistici e militari. “Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie ha ucciso più di 1.000 americani negli ultimi 47 anni. Ieri abbiamo tagliato la testa del serpente. Non hanno più un quartier generale”, ha affermato il Pentagono.
Il presidente Donald Trump ha inoltre dichiarato di aver “distrutto e affondato nove navi iraniane” e un quartier generale navale.
Sirene di allarme sono suonate a Tel Aviv e Gerusalemme per lanci di missili dall’Iran. In Israele sei persone hanno perso la vita nel crollo di un condominio a Beit Shemesh, mentre gli Emirati Arabi Uniti confermano tre morti e oltre cinquanta feriti nei raid iraniani.
Teheran ha rivendicato l’attacco alla portaerei Uss Abraham Lincoln, ma il Centcom precisa che la nave “non è stata nemmeno sfiorata”.
La base aerea britannica di Akrotiri, a Cipro, sarebbe stata colpita da un drone. A riportarlo è il quotidiano locale Cyprus Mail, secondo cui un “piccolo drone” sarebbe caduto all’interno dell’area aeroportuale della struttura militare. Non si registrano vittime, mentre sarebbero stati segnalati soltanto lievi danni.
Resta un giallo la sorte dell’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad: una prima segnalazione della sua morte nell’attacco a Teheran è stata poi riformulata dall’agenzia semi-ufficiale Ilna, che parla di “martirio” senza confermare il decesso.
Il pontefice ha espresso “grave preoccupazione” per il ritorno della guerra in Medio Oriente, invitando al dialogo e alla pace. Il presidente russo Vladimir Putin ha condannato l’uccisione della Guida Ali Khamenei come una violazione delle norme morali e del diritto internazionale, mentre la Nato ha riadattato il posizionamento delle forze per fronteggiare eventuali minacce regionali.
La portaerei francese Charles de Gaulle si dirige verso il Mediterraneo orientale in una mossa che rinforza la presenza occidentale nella regione.
Il governo italiano segue la crisi con una serie di contatti diplomatici e approcci multilaterali. La premier Giorgia Meloni ha avuto colloqui con diversi leader internazionali — tra cui il presidente francese, il presidente del Consiglio europeo e capi di Stato del Golfo — per coordinare risposte diplomatiche e valutare gli sviluppi della crisi, e ha aggiornato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sugli ultimi sviluppi.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha partecipato alla call del G7 Esteri con il segretario di Stato americano Marco Rubio, ribadendo che la situazione è degenerata anche per la mancata volontà dell’Iran di rinunciare alle ambizioni nucleari e ai missili a lunga gittata. Tajani ha assicurato che nessun civile o militare italiano risulta coinvolto negli attacchi, invitando i connazionali alla massima prudenza.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto, rimasto bloccato a Dubai al momento dell’escalation, sta tornando in Italia con un volo militare. Il caso del suo viaggio ha sollevato critiche politiche interne, alle quali Crosetto ha risposto difendendo la gestione dell’emergenza e il senso di Stato.
Crosetto sarà con Tajani in audizione sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico, davanti alle commissioni Esteri e Difesa del Senato e quella Esteri della Camera alle 15.00.
La Farnesina ha creato intanto una Task Force Golfo (che risponde allo 06 36225), integrata con l’Unità di crisi, per assistere gli italiani presenti nell’area, tra cui decine di studenti bloccati dopo la chiusura dello spazio aereo. Le autorità consolari seguono centinaia di casi di cittadini in difficoltà, tra cui un gruppo di circa 204 studenti italiani coinvolti in un programma internazionale a Dubai.
La chiusura degli spazi aerei in Iran, Iraq, Israele, Siria, Kuwait, Qatar ed Emirati ha causato la più grande interruzione del traffico aereo mondiale dall’inizio della pandemia, con migliaia di voli cancellati o ritardati.
Nel Golfo, almeno 150 petroliere e navi GNL sono ferme vicino allo Stretto di Hormuz, spingendo i prezzi del Brent in rialzo fino a quasi 100 dollari al barile, con prospettive di ulteriori impennate se la crisi dovesse perdurare.
Immagine: SkyTg 24

