Iacovone, dietro la scelta di Ferrarese l’ispirazione del Nautilus
Tra cinque o sei proposte, la scelta di Ferrarese è caduta sul disegno dalle linee morbide e avvolgenti, capace di richiamare uno degli orologi più iconici al mondo
Da dove nasce la scelta del progetto definitivo del nuovo stadio Erasmo Iacovone? Tra le diverse proposte presentate — cinque o sei, secondo quanto riferito alla nostra redazione — a prevalere sarebbe stato il progetto caratterizzato da curve dolci, angoli fortemente arrotondati e una struttura esterna continua e avvolgente.
Una linea estetica precisa, elegante e immediatamente riconoscibile, che avrebbe richiamato agli occhi dei tecnici presenti ma soprattutto del Commissario Massimo Ferrarese, che ha quindi optato per la scelta di un progetto che volgesse lo sguardo verso uno degli orologi più celebri e desiderati al mondo: il Nautilus di Patek Philippe.
A raccontarlo è un tecnico che ha partecipato direttamente alla fase di valutazione e scelta del progetto. Non una motivazione riportata negli atti ufficiali, dunque, ma un’indicazione raccolta da chi era presente quando si decise quale volto assegnare al nuovo impianto tarantino.
Disegnato nel 1976 da Gérald Genta, il Nautilus è considerato l’orologio che ha rivoluzionato il concetto stesso di sportivo di lusso. La sua forma non è perfettamente circolare né propriamente quadrata: è costruita attraverso curve morbide, angoli smussati e linee continue, capaci di restituire allo stesso tempo solidità ed eleganza.
Caratteristiche che ritroviamo anche nel progetto scelto per lo Iacovone: il volume dello stadio avvolge il rettangolo di gioco senza interruzioni nette, con una struttura che accompagna gli angoli e li trasforma in parte integrante del disegno complessivo. Le curve non appaiono isolate dal resto dell’impianto, ma inserite all’interno di un’unica cornice architettonica, fluida e compatta.
Anche il grande vuoto centrale dello stadio, osservato dall’alto, viene incorniciato dalla copertura e dal rivestimento esterno quasi come il quadrante del Nautilus è racchiuso nella sua celebre cassa in acciaio. Una somiglianza resa ancora più evidente dall’utilizzo di superfici metalliche satinate, che richiamano la lavorazione spazzolata dell’orologio.
Il rivestimento dello Iacovone è stato inoltre concepito per reagire alla luce, valorizzandola durante le diverse ore della giornata.
Il risultato è uno stadio dalle linee morbide ma decise, moderno senza essere eccessivo, elegante senza rinunciare alla forza visiva che deve possedere un grande impianto sportivo.
La scelta del progetto, dunque, non sarebbe stata determinata soltanto da ragioni tecniche e funzionali. A fare la differenza sarebbe stata anche quella forma unica e inconfondibile, capace di distinguersi immediatamente dalle altre proposte e di richiamare un oggetto diventato simbolo mondiale di design.
Lo Iacovone è ormai definito nella sua impostazione architettonica. E dietro quelle curve, quell’acciaio satinato e quel volume avvolgente potrebbe nascondersi un’ispirazione sorprendente: l’orologio probabilmente più bello e certamente più iconico tra quelli sportivi realizzati in acciaio.


