Domenica, 26 Luglio 2026

Ex Ilva, verso “l’eutanasia”?

Si aggrava la situazione dell’ex Ilva di Taranto. A determinare il nuovo stop non è stata un’iniziativa della magistratura, bensì un provvedimento del Ministero dell’Ambiente, che nelle scorse ore ha notificato una diffida ai commissari straordinari di Acciaierie d’Italia, in amministrazione straordinaria.

Il dicastero ha disposto la sospensione delle attività di gestione dei rifiuti dal 20 al 31 agosto, a causa dell’inadeguatezza delle garanzie finanziarie richieste dalla Provincia di Taranto. Se entro il termine stabilito non verranno presentate garanzie conformi, la sospensione sarà automaticamente prorogata fino all’adeguamento della documentazione, con il concreto rischio di bloccare anche gli impianti che producono rifiuti.

A complicare ulteriormente il quadro si aggiunge il fronte giudiziario. La Corte di Cassazione ha infatti confermato la legittimità del sequestro probatorio dell’Altoforno 1, disposto dopo l’incendio verificatosi nel maggio 2025. Secondo i giudici, il mantenimento dei sigilli è indispensabile per consentire il completamento delle indagini sulle cause del rogo e sulle anomalie tecniche riscontrate nell’impianto, ritenute di particolare complessità e rilevanza ai fini della tutela della sicurezza dei lavoratori.

I due provvedimenti, amministrativo e giudiziario, contribuiscono ad aggravare ulteriormente una situazione già estremamente delicata per lo stabilimento siderurgico tarantino