Martedì, 28 Luglio 2026

Ex Ilva, i giudici ordinano lo stop: ora è conto alla rovescia

Dal 26 agosto dovranno partire le procedure per fermare l’area a caldo entro novanta giorni. I ricorrenti chiedono tempi ancora più rapid

Nuovo passaggio giudiziario sul futuro dell’ex Ilva di Taranto. Secondo quanto stabilito dai giudici della Corte d’Appello di Milano, l’azienda dovrà avviare dal 26 agosto prossimo le procedure per fermare la produzione dell’area a caldo, completando lo stop entro un massimo di novanta giorni.

Alla base della decisione ci sono le contestazioni sollevate da cittadini, associazioni e Regione Puglia sulla produzione di polveri sottili e sulla presenza di amianto all’interno degli impianti.

Il provvedimento, tuttavia, non soddisfa il fronte dei ricorrenti, sostenuto tra gli altri da Codacons e Gruppo di Intervento Giuridico. I legali hanno impugnato la decisione chiedendo lo stop immediato delle lavorazioni, con un termine tecnico massimo di sessanta giorni per lo spegnimento in sicurezza. La data del 26 agosto viene infatti considerata un’ulteriore proroga ingiustificata.

I giudici hanno ritenuto non conformi diverse prescrizioni della nuova Autorizzazione integrata ambientale del 2025 rispetto ai principi indicati dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea nella sentenza del 25 giugno 2024.

Secondo il provvedimento, l’attuale assetto produttivo esporrebbe la popolazione a un rischio non più tollerabile senza tempi certi per il risanamento.

Una futura ripresa dell’area a caldo sarà possibile solo dopo la completa rimozione dell’amianto e l’adozione di misure capaci di riportare le emissioni entro limiti di sicurezza.