Martedì, 28 Luglio 2026

Ex Ilva, Meloni convoca un vertice d’urgenza a Palazzo Chigi

​Il provvedimento della magistratura rischia di portare alla chiusura dell’impianto di Taranto entro 90 giorni e frena la cessione del gruppo

​Un’improvvisa svolta giudiziaria scuote il futuro dell’ex Ilva. La Corte d’Appello di Milano ha disposto la sospensione dell’attività produttiva nell’area a caldo dello stabilimento di Taranto: una decisione che impone il blocco dei reparti chiave e che, di fatto, potrebbe portare alla chiusura definitiva del sito entro 90 giorni. L’area interessata rappresenta il cuore pulsante della capacità produttiva dell’impianto ed è quella in cui lavora la maggior parte dei dipendenti di Acciaierie d’Italia.

​La sentenza arriva nel momento più delicato della vertenza, a un passo dalla formalizzazione dell’accordo per la vendita dell’intero complesso industriale a un primario gruppo siderurgico internazionale.

​Di fronte all’emergenza, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato una riunione d’urgenza a Palazzo Chigi insieme ai Ministri Marina Calderone, Tommaso Foti, Giancarlo Giorgetti, Gilberto Pichetto Fratin e Adolfo Urso, oltre ai Sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari.

​Il Governo ha preso atto del decreto, che giunge proprio alla vigilia del tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali già programmato per domani. Un appuntamento che l’esecutivo considera ora ancora più cruciale per gestire l’impatto occupazionale ed economico della sentenza.

​Nonostante l’imprevisto stop giudiziario, la linea dell’esecutivo non cambia sulla continuità aziendale: il Consiglio dei Ministri confermerà lo stanziamento di un’ulteriore tranche del prestito ponte, garantendo le risorse necessarie per mantenere operativa l’azienda in attesa che si perfezioni almeno la cessione dell’area a freddo.