Giovedì, 10 Settembre 2026

Kyma Ambiente, Cataldino: “Nomina Nacci regolare”

La nomina dell’ingegnere Gaetano Nacci ad amministratore unico di Kyma Ambiente, avvenuta il 29 luglio 2026, finisce all’attenzione dell’Autorità nazionale anticorruzione. Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Luca Lazzàro ha presentato una segnalazione chiedendo di verificare la regolarità dell’incarico.

Lazzàro sollecita approfondimenti sulla possibile incompatibilità con gli altri ruoli ricoperti da Nacci in società attive nel settore dei rifiuti. Chiede inoltre di accertare la completezza delle dichiarazioni presentate, l’adeguatezza dell’istruttoria preventiva e l’eventuale esistenza di rapporti economici o commerciali tra Kyma Ambiente e le altre aziende coinvolte.

«Non affermiamo che esista un conflitto di interessi, ma chiediamo all’ANAC di fare chiarezza», precisa il consigliere. La verifica viene ritenuta ancora più necessaria alla luce della delicata situazione finanziaria della partecipata, che avrebbe debiti superiori a 43 milioni di euro.

L’esponente di opposizione lamenta anche il ritardo nella consegna della documentazione richiesta attraverso un accesso agli atti. Sulla vicenda sarebbe intervenuto il segretario generale del Comune, sollecitando la società a garantire le prerogative riconosciute ai consiglieri comunali.

Alle contestazioni replica l’assessore alle Aziende partecipate Gianni Cataldino, secondo il quale la documentazione sarebbe stata trasmessa integralmente il 7 settembre, nella stessa giornata in cui Lazzàro ha reso nota la segnalazione all’ANAC.

Il consigliere avrebbe quindi ricevuto il curriculum di Nacci, il verbale di nomina e le dichiarazioni sull’assenza di cause di inconferibilità o incompatibilità. Per Cataldino, il procedimento non avrebbe subito alcun blocco: la richiesta avrebbe seguito soltanto i necessari tempi di lavorazione degli uffici.

L’assessore sostiene inoltre che il Comune e la società abbiano svolto tutte le verifiche preventive previste dal decreto legislativo 39 del 2013. La presenza di ulteriori incarichi societari, afferma, non determinerebbe automaticamente un’incompatibilità in assenza dei presupposti indicati dalla legge.

Cataldino esclude anche che siano emersi conflitti di interesse o rapporti commerciali e contrattuali tra Kyma Ambiente e le altre società citate. Comune e partecipata si dichiarano comunque disponibili a fornire all’ANAC ogni chiarimento, ribadendo la correttezza e la trasparenza della procedura seguita.