Mercoledì, 13 Maggio 2026

Piano Aeroporti 2026-2035, Angolano attacca: “Taranto esclusa ingiustamente dai voli passeggeri”

La consigliera regionale denuncia la marginalizzazione dello scalo “M. Arlotta”: “Lo spazioporto non può sostituire il diritto alla mobilità di cittadini e imprese”

Il nuovo Piano Nazionale Aeroporti 2026-2035 rappresenta, secondo la consigliera regionale Annagrazia Angolano, “un’offesa al territorio tarantino e a una delle infrastrutture più strategiche del Mezzogiorno”. Nel mirino la scelta di destinare l’aeroporto “M. Arlotta” di Taranto-Grottaglie esclusivamente alla funzione di spazioporto, escludendo di fatto il traffico passeggeri di linea.

“In questo modo – dichiara Angolano – si ignorano deliberatamente le esigenze di mobilità di cittadini, lavoratori e imprese. Non sorprende la miopia politica, ma lascia perplessi la profonda incoerenza istituzionale”.

La consigliera ricorda infatti che il 20 ottobre scorso il Consiglio comunale di Taranto aveva espresso all’unanimità la necessità di aprire lo scalo ai voli passeggeri. “Oggi, invece, leggiamo dichiarazioni entusiaste del sindaco rispetto a un Piano che nega proprio questa possibilità. È un modo di fare politica distante dalla reale volontà del territorio”, afferma.

Secondo Angolano, Taranto continua a subire una condizione di marginalità infrastrutturale ormai insostenibile. “La città non dispone dell’alta velocità ferroviaria, non è collegata direttamente alla rete autostradale e raggiungere gli aeroporti di Bari e Brindisi è complicato e costoso per chi non possiede un’auto. Anche questo Piano continua a privilegiare Bari per i collegamenti internazionali, negando a Taranto persino i voli essenziali verso Roma, il Nord Italia e le isole”.

La consigliera contesta inoltre la tesi secondo cui le attività dello spazioporto sarebbero incompatibili con i voli civili. “In tutta Europa – da Milano a Londra, da Parigi ad Amsterdam – attività cargo, tecnologiche e voli passeggeri convivono senza problemi. Solo a Taranto si sostiene che lo spazioporto escluda il traffico civile, nonostante manchi persino una certificazione specifica. È una posizione tecnicamente infondata e politicamente sbagliata”.

Angolano sottolinea poi gli importanti investimenti pubblici già effettuati sull’infrastruttura aeroportuale: dal rifacimento della pista di rullaggio all’ampliamento dei piazzali, fino alla nuova aerostazione passeggeri ormai in fase di completamento.

“Taranto dispone di una delle piste più lunghe d’Italia e di un terminal moderno. Se manca la volontà politica di garantire la continuità territoriale – conclude – lo si dica chiaramente ai cittadini e si rimetta in discussione il modello di gestione aeroportuale. Le notizie contenute nel Piano nazionale impongono una reazione immediata: Taranto merita rispetto e il diritto di volare”.