Sabato, 18 Luglio 2026

Sanità pugliese, verso la riorganizzazione

È iniziato il percorso che cambierà la sanità pugliese dei prossimi anni. L’assessore regionale alla Sanità Donato Pentassuglia ha presentato ai ministeri della Salute e dell’Economia il nuovo Piano operativo 2026-2029, il documento che punta a riportare in equilibrio i conti del Servizio sanitario regionale dopo il pesante disavanzo.

La bozza prevede una profonda riorganizzazione del sistema: il primo effetto riguarda il personale. Le nuove assunzioni di infermieri e operatori socio-sanitari, inizialmente previste entro il 2026, slitteranno ai primi mesi del 2027. Una scelta dettata dalla necessità di contenere la spesa, ma che rischia di alimentare il malcontento tra sindacati e migliaia di idonei in attesa di stabilizzazione.

Sul fronte ospedaliero è prevista una revisione della rete assistenziale: cinque punti nascita con meno di 500 parti l’anno potrebbero essere chiusi o accorpati, mentre saranno valutati anche i reparti con bassi volumi di attività o pochi ricoveri rispetto agli standard nazionali.

Cambierà anche l’organizzazione interna degli ospedali: i circa 200 dipartimenti oggi presenti nelle aziende sanitarie pugliesi saranno ridotti attraverso accorpamenti e la nascita di dipartimenti interaziendali.

La Regione punta inoltre a rafforzare Azienda Zero come centrale unica per gli acquisti sanitari, con l’obiettivo di ridurre i costi. Prevista anche la soppressione della Puglia Life Science Foundation, le cui funzioni passeranno ad Aress.

Per la giunta regionale si tratta di una riforma necessaria per garantire sostenibilità e qualità delle cure. Per le opposizioni, invece, è una cura dimagrante fatta di rinvii, tagli e riduzione dei servizi.

Ora la parola passa ai ministeri: il confronto tecnico stabilirà quali misure resteranno nel piano definitivo.